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Le iniziative del 2022

XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Cacciata dei mercanti dal tempio, Cecco del Caravaggio (1580-1630), Gemäldegalerie (Berlino).

Non potete servire Dio e la ricchezza.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”. L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”. Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”. Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce. Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne. Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza». 


XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Il ritorno del figliol prodigo, Il Guercino (1591-1666), Kunsthistorisches Museum (Vienna).

Ci sarà gioia in cielo per un solo peccatore che si converte.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione. Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte». Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”». 


ESTATE: TEMPO DI RIPOSO

 


La mietitura, Pieter Bruegel il Vecchio (1520-1569), Metropolitan Museum (New York).

 

Il vero lavoro comporta il vero riposo. Che non è un tempo vuoto o da sprecare, ma l’occasione propizia, il momento favorevole per recuperare la dimensione umana, prima ancora che cristiana, per eccellenza: il rapporto con la trascendenza. 

papa Francesco


DOMENICA 19 GIUGNO - SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO

Pala del Corpus Domini, Giusto da Gand(1430-1480), Galleria Nazionale delle Marche(Urbino).

Tutti mangiarono a sazietà.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.


DOMENICA 12 GIUGNO - SANTISSIMA TRINITA'

Adorazione della Santissima Trinità, Albrecht Dürer(1471-1528), Kunsthistorisches Museum(Vienna).

Tutto quello che il Padre possiede, è mio; lo Spirito prenderà del mio e ve lo annuncerà.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».


DOMENICA 5 GIUGNO - PENTECOSTE

La Pentecoste - Duccio di Buoninsegna (1255-1319),  Museo dell'Opera del Duomo(Siena).

Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre. Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».


DOMENICA 29 MAGGIO - ASCENSIONE DEL SIGNORE

Ascensione del Signore - Pietro Perugino (1448-1523),  Musée des Beaux-Arts(Lione).

Mentre li benediceva veniva portato verso il cielo.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto». Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio. 


CONCERTO DI MUSICA SACRA

Il 28 maggio prossimo, riprendendo un  appuntamento  annuale che abbiamo dovuto interrompere a causa della pandemia, ricorderemo Luciano Campesato con un concerto in sua memoria e per raccogliere fondi per il mantenimento dell’organo storico restaurato della nostra chiesa. L’organo è stato realizzato nel 1896 dalla ditta organaria Francesco, Alfredo e Antenore Zordan e fa parte integrante sia dal punto di vista architettonico, che estetico e liturgico della nostra Chiesa di Montegaldella, la cui origine si può far risalire al periodo della dominazione longobarda. Dai documenti che riferiscono sulle Visite Pastorali, rilevati presso la Curia Vescovile di Padova, risulta che Montegaldella era già parrocchia fin dal 1425 “…con la sua bella Chiesa di Montegaldella”. Il concerto verrà eseguito dal M° Denis Zanotto.  

Il M° Zanotto proporrà brani di compositori vissuti tra l’inizio del 1600 e la fine del 1800 come Vivaldi, Balbastre, Marcello, Padre Davide da Bergamo e Giovanni Morandi.

Vi aspettiamo!!





DOMENICA 22 MAGGIO - VI DOMENICA DI PASQUA

La discesa dello Spirito Santo - Charles Le Brun (1619-1690),  Museo del Louvre(Parigi).

Lo Spirito Santo vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse [ai suoi discepoli]: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».   


DOMENICA 15 MAGGIO - V DOMENICA DI PASQUA

Ultima cena - Duccio di Buoninsegna (1255-1318),  Museo dell'Opera Metropolitana (Siena).

Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri.

Dal Vangelo secondo Giovanni

Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».   


RACCOLTA DEL FERRO VECCHIO

Sabato 14 maggio dalle 9:00 alle 16:00 raccogliamo il ferro vecchio pro parrocchia. Verrà posizionato venerdì sera un cassone dove convogliare il materiale ferroso. Invitiamo chiunque abbia ferro vecchio da buttare a portarlo quindi in canonica a Montegaldella. No gomme, contenitori con liquidi, frigoriferi, congelatori o apparecchiature elettriche.

Si possono portare le lavatrici e le batterie.

Possiamo passare per il ritiro a domicilio per quantità elevate.

Per informazioni o altre esigenze relative alla consegna del materiale, contattare Palma Damiano al 345/9664407.

Spargiamo la notizia il più possibile!! Il cassone verrà ritirato verso le 16:30 di sabato pomeriggio. Grazie mille!!


DOMENICA 8 MAGGIO - IV DOMENICA DI PASQUA

Gesù buon pastore (particolare dall'Adorazione dei pastori) - Lorenzo Lotto (1480-1556),  Pinacoteca Tosio Martinengo (Brescia).

Alle mie pecore io do la vita eterna.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».  


VISITA A CAMPIGLIONE FENILE (TO)

Dal 30 Aprile al 01 Maggio ci sarà una visita alla parrocchia di Don Manuel MONTI a Campiglione Fenile. Seguirà una visita anche a Torino. Per info e adesioni contattare Andrea SCHERMIDORI (3387922291), Leonardo STIMAMIGLIO (3490836190), Caterina MASALA (3489389422).


DOMENICA 1 MAGGIO - III DOMENICA DI PASQUA

L'apparizione di Cristo sul lago di Tiberiade - Duccio di Buoninsegna (1255-1318),  Museo dell'Opera del Duomo (Siena).

Viene Gesù, prende il pane e lo dà loro,così pure il pesce.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla. Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri. Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti. Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi». 



DOMENICA 24 APRILE - II DOMENICA DI PASQUA

DOMENICA DELLA DIVINA MISERICORDIA

Incredulità di San Tommaso, Caravaggio (1571-1610),  Bildergalerie (Potsdam) .

Otto giorni dopo venne Gesù.

Dal Vangelo secondo Giovanni

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.



DOMENICA 17 APRILE - DOMENICA DI PASQUA

RISURREZIONE DEL SIGNORE

Resurrezione di Cristo, Annibale Carracci (1560-1609), Museo del Louvre (Parigi).

Egli doveva risuscitare dai morti.

Dal Vangelo secondo Giovanni

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario - che era stato sul suo capo - non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.



VENERDI 15 aprile 2022 - VENERDI SANTO


Crocifisione bianca, Marc Chagall(1887-1985), The Art Institute (Chicago).

Egli è stato trafitto per le nostre colpe.

Dal libro del profeta Isaìa 

Ecco, il mio servo avrà successo, sarà onorato, esaltato e innalzato grandemente. Come molti si stupirono di lui – tanto era sfigurato per essere d’uomo il suo aspetto e diversa la sua forma da quella dei figli dell’uomo –, così si meraviglieranno di lui molte nazioni; i re davanti a lui si chiuderanno la bocca, poiché vedranno un fatto mai a essi raccontato e comprenderanno ciò che mai avevano udito. Chi avrebbe creduto al nostro annuncio? A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore? È cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia; era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori; e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua posterità? Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi, per la colpa del mio popolo fu percosso a morte. Gli si diede sepoltura con gli empi, con il ricco fu il suo tumulo, sebbene non avesse commesso violenza né vi fosse inganno nella sua bocca. Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori. Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo la volontà del Signore. Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza; il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà le loro iniquità. Perciò io gli darò in premio le moltitudini, dei potenti egli farà bottino, perché ha spogliato se stesso fino alla morte ed è stato annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti e intercedeva per i colpevoli.


GIOVEDI 14 aprile 2022 - CENA DEL SIGNORE


Ultima cena, Peter Paul Rubens(1577-1640), Pinacoteca di Brera(Milano).

Li amò sino alla fine.

Dal Vangelo secondo Giovanni

Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri». Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi». 


PELLEGRINAGGIO IN TERRA SANTA

La parrocchia di Montegalda promuove un pellegrinaggio in Terra Santa dal 7 al 14 Giugno 2022. L’organizzazione e la guida del pellegrinaggio è affidata ai Padri Francescani della custodia di Terra Santa. Ci sarà come guida padre Adriano CONTRAN. Possono partecipare, oltre ai parrocchiani delle tre parrocchie, anche altre persone. Il costo del pellegrinaggio sarà di 1480 euro. Per info e adesioni contattare Don Silvano.


Sinodo diocesano – Primo ascolto – Percorso parrocchiale

La nostra parrocchia ha aderito con entusiasmo al cammino del Sinodo diocesano. Si ringraziano, Alessia – Gianni – Chiara – Greta – Armando – Liana – Mirco, per aver partecipato ai tre incontri negli spazi di dialogo. E’ bello oggi condividere con la comunità ciò che è emerso in questi incontri. Il primo incontro, sui punti di rottura e germogli in ambito personale, relazionale e sociale ha evidenziato il ruolo predominante della famiglia come porto sicuro se fondata su una roccia resistente e dura. Il secondo incontro incentrato sui punti di rottura in ambito spirituale ha messo in evidenza come il Signore si manifesti nella vita di ogni giorno, ma spesso viene lasciato in disparte per egoismo e arroganza. Il terzo incontro relativo alla visione di Chiesa, ha proposto il segno una Chiesa in uscita, partecipativa e accogliente, più vicina alla gente; accompagnando e accogliendo tutte quelle situazioni di disagio e difficoltà familiari, con amore e rispetto. Il cammino ora continua, con le altre tappe previste dal percorso sinodale. Il Gruppo sinodale!


DOMENICA 10 aprile 2022 - DOMENICA DELLE PALME


L'ingresso di Gesù a Gerusalemme, Giotto di Bondone (1267-1337), Cappella degli Scrovegni (Padova).

Benedetto colui che viene nel nome del Signore.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: "Perché lo slegate?", risponderete così: "Il Signore ne ha bisogno"». Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?». Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno». Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. Mentre egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada. Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo: «Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!». Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».


DOMENICA 3 aprile 2022 - V DOMENICA DI QUARESIMA


Cristo e l'adultera, Lorenzo Lotto (1480-1557), Museo Pontificio della Santa Casa (Loreto).

Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».


"FARO' DI TE..."    in cammino con Abramo

V DOMENICA DI QUARESIMA - 3 aprile 2022

Abramo CAMMINA


All’inizio della sua storia Dio non chiede ad Abramo di costruire un’arca, né di liberare un popolo, ma Abramo “deve” soltanto fidarsi delle promesse di Dio: deve lasciare la casa di suo padre Terach e muoversi verso una terra che gli viene annunciata come luogo di benedizione e di felicità. Noè era giusto e quindi credente, Abramo credette e divenne giusto. Buon cammino a tutti.

Accogliamo questa Parola di Dio 

+ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

INVOCHIAMO CON LE PAROLE DI CHARLES DE FOUCAULD

Padre mio, mi abbandono a te: fa’ di me ciò che ti piace! Qualunque cosa tu faccia di me, ti ringrazio. Sono pronto a tutto, accetto tutto, purché la tua volontà si compia in me e in tutte le tue creature. Non desidero niente altro, mio Dio. Rimetto la mia anima nelle tue, te la dono, mio Dio, con tutto l’amore del mio cuore, perché ti amo. Ed è per me un’esigenza d’amore il donarmi, il rimettermi nelle tue mani senza misura, con una confidenza infinita, poiché tu sei il Padre mio.

ENTRIAMO NEI TESTI

Dal libro della Genesi (22,15-19) L’angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta e disse: “Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, il tuo unigenito, io ti colmerò di benedizioni e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. Si diranno benedette nella tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce”. Abramo tornò dai suoi servi; insieme si misero in cammino verso Bersabea e Abramo abitò a Bersabea. Vangelo secondo Giovanni (8,1-11) Allora Gesù si alzò e le disse: “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”. Ed ella rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù disse: “Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più”.

CI LASCIAMO ISPIRARE

Abramo ha creduto al Signore, si è fidato di Lui, ha accolto il suo progetto di vita, anche se non in modo lineare e con qualche esitazione. Così ricomincia la storia di benedizione interrotta da Adamo: il primo uomo aveva escluso Dio dalla sua vita, Abramo al contrario gli fa spazio. E la vita rifiorisce, benedetta da Dio. La vicenda di Abramo, raccontata nel libro della Genesi, parla a noi oggi mostrando l’essere umano nei suoi rapporti fondamentali: con i propri genitori, la famiglia, i figli, gli altri e, tra questi, lo straniero. Abramo compie un cammino con Dio testimoniando in che modo l’uomo può costruire la propria vita in relazione con Lui. La sua vicenda è un continuo camminare, cambiare prospettiva, evolvere.  Il Vangelo di questa domenica, Giovanni 8,1-11, attraverso l’episodio della donna adultera ci stimola nel nostro cammino di fede a cambiare atteggiamento nei confronti dei nostri fratelli. Chiede di abbandonare la pietra delle nostre durezze per rimetterci in cammino. La vita degli altri non si corregge e tanto meno si salva con la condanna. Il vero discepolo di Gesù non è chiamato a giudicare e condannare, è chiamato invece a compiere passi amichevoli, sollecitazioni fraterne capaci di creare attorno a chi sbaglia un clima favorevole alla conversione. 

ENTRIAMO IN DIALOGO

Entriamo in dialogo con il Signore, parlandogli, come ad un amico, dei desideri, dei sogni, delle speranze che abitano i nostri cuori. Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’aiuto? Il mio aiuto viene dal Signore: egli ha fatto cielo e terra. Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri, da ora e per sempre. (...continua con la tua preghiera) «Il pregiudizio distorce la realtà e ci carica di avversione contro coloro che giudichiamo senza misericordia e condanniamo senza appello. Questo è pane di tutti i giorni, quando si chiacchiera degli altri non si cammina nella luce.» Papa Francesco

PROPOSTA

Presto attenzione alle persone con cui ho più difficoltà e provo a cambiare il mio sguardo nei loro confronti: ossia non più nemici, ma “maestri d’amore” perché grazie a loro posso crescere nell’amore. Da un approccio nuovo, nascono nuove relazioni…

 

(Dal Sussidio Diocesano Itinerario Spirituale - Quaresima 2022)



DOMENICA 27 marzo 2022 - IV DOMENICA DI QUARESIMA


Il ritorno del figliol prodigo, Il Guercino(1591-1666), Kunsthistorisches Museum (Vienna).

Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, si avvicinavano Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».


"FARO' DI TE..."    in cammino con Abramo

IV DOMENICA DI QUARESIMA - 27 marzo 2022

Abramo CUSTODISCE


Abramo non vede compiersi tutte le promesse di Dio, e tuttavia custodisce e coltiva i semi buoni delle promesse di Dio che germoglieranno e cresceranno nel tempo dando vita ad una moltitudine numerosa, «come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare».

Accogliamo questa Parola di Dio

  +  Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

INVOCHIAMO CON LE PAROLE DEL CANTO

Invochiamo la tua presenza, vieni, Signor. Invochiamo la tua presenza, scendi su di noi. Vieni, Consolatore, e dona pace e umiltà. Acqua viva d'amore, questo cuore apriamo a Te Vieni Spirito, vieni Spirito, scendi su di noi! [...]

ENTRIAMO NEI TESTI

Dal libro della Genesi (22,1-3) Dopo queste cose, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: “Abramo!”. Rispose: “Eccomi!”. Riprese: “Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va’ nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò”. Abramo si alzò di buon mattino, sellò l’asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l’olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato.

Vangelo secondo Luca (15,1-3.11,32) Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.

CI LASCIAMO ISPIRARE

Nel tempo intercorso dal primo incontro con Dio (Gen 12,1-3) Abramo ha approfondito la propria fede, ha imparato ad abbandonarsi totalmente a colui che sempre porta a compimento le sue promesse. Ed ecco che arriva per Abramo l’ora di una nuova conoscenza di Dio. Come agli inizi della storia di Abramo, anche qui non c’è nessuna apparizione di Dio; solo una parola o meglio una chiamata ripetuta due volte: «Abramo! Abramo!». E subito Abramo risponde: «Eccomi!»: senza fare domande fa ciò che Dio gli dice, perché custodisce nel cuore la presenza di Dio che ha dato senso e gusto alla sua vita. Abramo ha rinnovato la propria conoscenza di Dio, ha imparato a conoscere Dio in modo nuovo, un Dio fedele alla parola data. Il Vangelo di oggi Luca 15,1-3.11-32 attraverso la parabola del padre misericordioso ci mostra un Dio fedele all’uomo fino “all’esagerazione”, cioè fino al perdono ed alla croce; un Dio che, nonostante le nostre cadute ci chiama figli, affinché non ci dimentichiamo che lui è il nostro padre e non il nostro padrone. E se siamo figli di un solo Padre, siamo anche fratelli fra noi. 

Testimonianza a cura dell’Ufficio diocesano di pastorale della famiglia, in preparazione all’incontro diocesano delle famiglie del 19 giugno 2022 Dopo più di tre mesi senza notizie, l’1 giugno, alla sera, ci chiama una volontaria incontrata a Milano alcuni giorni prima dicendoci che nostro figlio Denis sarebbe tornato a casa. Così è stato. Il 2 giugno ci siamo incontrati con lui alla stazione ferroviaria di Verona. Subito ci siamo abbracciati, senza troppe parole, come se ci fossimo lasciati poco prima. Poi il ritorno a casa, la cena, la doccia e – chiamati in camera da lui – un altro abbraccio. Chissà perché si era allontanato da casa: avevamo sofferto la sua lontananza, ma anche lui aveva dentro una sofferenza che ci metteva in discussione. Così abbiamo provato a ripartire nella relazione con lui, anche trovandogli una possibilità di lavoro. Tutto sembrava potesse avere un seguito e invece, dopo quasi quattro mesi, ha scelto di allontanarsi ancora da casa, non tornando più. Non sappiamo né il perché, né che cosa sia successo fino alla sua morte, il 25 novembre scorso. Abbiamo tante domande dentro di noi, ma sentiamo il desiderio di custodire il bene che Denis è stato per noi. Avevamo scelto di adottarlo ed entrando nella nostra famiglia l’ha fatta vivere. Lo abbiamo accolto quando aveva solo quattro anni, lo abbiamo accompagnato a crescere e ora proviamo ad accogliere la sua dolorosa assenza. Avremmo voluto che Denis vivesse, anche lontano da noi: ci sarebbe bastato sapere che stava bene. Non eravamo soli nel custodirlo e nell’amarlo, accanto a lui c’era una comunità che lo apprezzava. Ora sappiamo che a custodirlo è il Padre di tutti noi. Patrizia Lazzaro e Luciano Artusi, sposi

ENTRIAMO IN DIALOGO

Entriamo in dialogo con il Signore, parlandogli, come ad un amico, dei desideri, dei sogni, delle speranze che abitano i nostri cuori. Il Signore libera i prigionieri, il Signore ridona la vista ai ciechi, il Signore rialza chi è caduto. (...continua con la tua preghiera) «Sappiamo tutti che non esiste la famiglia perfetta, e neppure il marito perfetto, o la moglie perfetta. Non parliamo della suocera perfetta…. Esistiamo noi, peccatori. Gesù, che ci conosce bene, ci insegna un segreto: non finire mai una giornata senza chiedersi perdono».  Papa Francesco

PROPOSTA

Finire la giornata con risentimento rende più freddo e duro ciò che portiamo nel cuore, rendendo più difficile l'incontro con l'altro. Ricordiamoci bene: mai finire la giornata senza fare la pace.

 

(Dal Sussidio Diocesano Itinerario Spirituale - Quaresima 2022)



INCONTRO SULLA QUARESIMA

Venerdì 18 Marzo, ore 21.00 in chiesa a Montegaldella, ci sarà un incontro di catechesi sul significato della Quaresima. Sarà presente il parroco di Trambacche Don Francesco BOSCHETTO.


DOMENICA 20 marzo 2022 - III DOMENICA DI QUARESIMA


Gesù guarisce la storpia e la parabola del fico sterile, Alexander Master of Montgomery(1420-1452), Koninklijke Bibliotheek,  (The Hague).

Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo». Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».


"FARO' DI TE..."    in cammino con Abramo

III DOMENICA DI QUARESIMA - 20 marzo 2022

Abramo INTERCEDE


 

Abramo dialoga con Dio, esprimendo la confidenza e l’amicizia che ha con Lui. È bellissimo vedere come Abramo non tiene per sé questa amicizia, ma la condivide con altri e così mostra la sua passione per l’umanità compiendo la missione affidatagli di essere strumento di benedizione per tutti. 

Accogliamo questa Parola di Dio 

+ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

INVOCHIAMO CON LE PAROLE ATTRIBUITE A SAN FRANCESCO

Signore, fai di me uno strumento della tua pace, affinché io possa portare l’amore dove c’è l’odio, lo spirito del perdono dove c’è ingiustizia, l’armonia dove c’è discordia, la verità dove c’è l’errore, la fede dove c’è il dubbio, la speranza dove c’è disperazione, la luce dove ci sono ombre e la gioia dove c’è tristezza.

ENTRIAMO NEI TESTI

Dal libro della Genesi (18,23-33)
Abramo gli si avvicinò e gli disse: “Davvero sterminerai il giusto con l’empio? Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano? Lontano da te il far morire il giusto con l’empio, così che il giusto sia trattato come l’empio; lontano da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?”. Rispose il Signore: “Se a Sodoma troverò cinquanta giusti nell’ambito della città, per riguardo a loro perdonerò a tutto quel luogo”.

Vangelo secondo Luca (13,1-9)
Diceva anche questa parabola: “Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”.

CI LASCIAMO ISPIRARE

Abramo si intrattiene in dialogo con Dio, “si mette in mezzo” tra Dio e il popolo, occupandosi e preoccupandosi per le vite altrui, come nel caso di Lot o degli abitanti di Sodoma. È bello vedere la confidenza, l’amicizia tra Abramo e Dio, che nasce grazie al loro dialogo e alla fiducia che l’uno ha verso l’Altro. Questo brano biblico va ben capito: non mostra un Dio che cambia idea continuamente ma piuttosto un Dio della misericordia, che però esige impegno, cura e premura da parte nostra (Abramo deve insistere). Egli si rivela come Dio paziente che ci concede continuamente opportunità, aiuto e tempo per cambiare il nostro cuore di pietra in cuore di carne. Anche il vangelo di Luca 13,1-9, mediante la parabola del fico sterile sottolinea l’amore paziente di Dio che si prende cura di noi, ma per fare questo chiede di tendere la mano verso l’altro invitando a scrollarci di dosso l’indifferenza verso i nostri fratelli, rendendoci intercessori di amore l’uno per l’altro.

ENTRIAMO IN DIALOGO

Entriamo in dialogo con il Signore, parlandogli, come ad un amico, dei desideri, dei sogni, delle speranze che abitano i nostri cuori. Voglio cantare al Signore, perché ha mirabilmente trionfato: cavallo e cavaliere ha gettato nel mare. Mia forza e mio canto è il Signore, egli è stato la mia salvezza. È il mio Dio: lo voglio lodare, il Dio di mio padre: lo voglio esaltare. (...continua con la preghiera personale) «Soltanto un piccolo gesto, una cosina così, e l’armonia familiare torna. Basta una carezza, senza parole. Ma mai finire la giornata  in famiglia senza fare la pace!»  Papa Francesco

PROPOSTA

La pazienza è attenzione al tempo dell’altro: compiamo dei gesti di gentilezza  verso le persone a noi più vicine. A volte bastano  dei piccoli atti “gentili”  per cambiare la giornata a una persona. 

(Dal Sussidio Diocesano Itinerario Spirituale - Quaresima 2022)



DOMENICA 13 marzo 2022 - II DOMENICA DI QUARESIMA


Trasfigurazione, Raffaello Sanzio (1483-1520), Pinacoteca Romana (Roma).

Mentre Gesù pregava, il suo volto cambiò d’aspetto.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva. Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!». Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto. 


"FARO' DI TE..."    in cammino con Abramo

II DOMENICA DI QUARESIMA - 13 marzo 2022

Abramo COMPLETA


 

Il cammino di Abramo non parte dal nulla e porta con sé tutta la storia che lo precede: la conoscenza naturale ed intuitiva di Dio, la pratica religiosa nella quale ciascuno è stato educato. Il punto decisivo però è il riconoscimento di una rivelazione. Non siamo noi a cercare Dio, o meglio la nostra ricerca di lui è preceduta e riceve una svolta nel momento in cui scopriamo che è Dio stesso che ci viene a cercare. 

Accogliamo questa Parola di Dio 

+ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 INVOCHIAMO CON LE PAROLE DI DON TONINO BELLO

Salvami dalla presunzione di sapere tutto. Dal rigore di chi non perdona debolezze. Dall’ipocrisia di chi salva i principi e uccide le persone. Trasportami, dal Tabor della contemplazione, alla pianura dell’impegno quotidiano. E se l’azione inaridirà la mia vita, riconducimi sulla montagna del silenzio. Dalle alture scoprirò i segreti della “contempl-attività”, e il mio sguardo missionario arriverà più facilmente agli estremi confini della terra. 

ENTRIAMO NEI TESTI

Dal libro della Genesi (11,31-32.12,4)
Poi Terach prese Abram, suo figlio, e Lot, figlio di Aran, figlio cioè di suo figlio, e Sarài sua nuora, moglie di Abram suo figlio, e uscì con loro da Ur dei Caldei per andare nella terra di Canaan. Arrivarono fino a Carran e vi si stabilirono. La vita di Terach fu di duecentocinque anni; Terach morì a Carran. Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore.

Vangelo secondo Luca (9,28b-36)
Circa otto giorni dopo questi discorsi, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.

CI LASCIAMO ISPIRARE

Terach, padre di Abramo, aveva deciso di andare a Canaan, ma si era fermato a metà strada e si era stabilito a Carran, divenuta luogo di morte e privo di speranza. Abramo si trovava in una situazione difficile, con la prospettiva di una strada da percorrere, ma senza il coraggio di riprendere il cammino. Grazie alla fiducia riposta in Dio Abramo continua e rimette in moto una storia che sembrava non avere futuro. Nelle mani di Dio il progetto di Terach raggiunge in Abramo vitalità e fecondità, va verso il compimento. Così anche i discepoli dopo il primo annuncio della passione (Lc 9,22) son scoraggiati, delusi. Il Vangelo di questa domenica ci invita a lasciarci condurre da Gesù come quei discepoli per alzare lo sguardo dalle nostre prospettive e lasciarci stupire dal sogno di Dio che trasfigura la nostra quotidianità verso un futuro vitale e fecondo… verso il compimento.

ENTRIAMO IN DIALOGO

Entriamo in dialogo con il Signore, parlandogli, come ad un amico, dei desideri, dei sogni, delle speranze che abitano i nostri cuori. Se il Signore non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori. Se il Signore non vigila sulla città,  invano veglia la sentinella. Invano vi alzate di buon mattino e tardi andate a riposare (...continua con la preghiera personale) «Chi sa vedere prima di tutto la grazia di Dio scopre l’antidoto alla sfiducia e allo sguardo mondano. Perché sulla vita religiosa incombe questa tentazione: avere uno sguardo mondano, ovvero lo sguardo che non vede più la grazia di Dio come protagonista della vita e va in cerca di qualche surrogato». Papa Francesco

PROPOSTA

Apriamo gli occhi del nostro cuore per riconoscere nella nostra vita tracce di questa grazia ricevuta da Dio, di quei miracoli silenziosi resi possibili grazie alla presenza provvidenziale di alcune persone significative nella nostra vita.

(Dal Sussidio Diocesano Itinerario Spirituale - Quaresima 2022)



INCONTRO DI PREGHIERA

Venerdì 4 Marzo, ore 20.45 in chiesa a Montegaldella, ci sarà un incontro di preghiera organizzato dal gruppo “Con Maria alla sorgente della Misericordia”. Questo incontro si inserisce all’interno della Seƫmana della Comunità da mercoledì 02 a martedì 08 Marzo. Partecipiamo.


DOMENICA 6 marzo 2022 - I DOMENICA DI QUARESIMA


Le tentazioni di Cristo, Ary Scheffer (1795-1858), Museo del Louvre (Parigi).

Gesù fu guidato dallo Spirito nel deserto e tentato dal diavolo.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: "Non di solo pane vivrà l’uomo"». Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: "Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto"». Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: "Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano"; e anche: "Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra"». Gesù gli rispose: «È stato detto: "Non metterai alla prova il Signore Dio tuo"». Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.


"FARO' DI TE..."    in cammino con Abramo

I DOMENICA DI QUARESIMA - 6 marzo 2022

Abramo DUBITA


 

Passano gli anni, le promesse di Dio tardano a realizzarsi. Abramo è assalito da dubbi e interrogativi. Le domande e le incomprensioni sono però le porte aperte attraverso cui Dio entra e si mette in dialogo, per rivelare che Egli non si dimentica delle sue promesse.

+ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

INVOCHIAMO CON LE PAROLE DI SAN FRANCESCO

O alto e glorioso Dio, illumina le tenebre del cuore mio. Dammi una fede retta, speranza certa, carità perfetta, umiltà profonda. Dammi, Signore, senno e discernimento per compiere la tua vera e santa volontà. Amen

ENTRIAMO NEI TESTI

Dal libro della Genesi (15,1-7) Fu rivolta ad Abram, in visione, questa parola del Signore: «Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande». Rispose Abram: «Signore Dio, che cosa mi darai? Io me ne vado senza figli e l’erede della mia casa è Elièzer di Damasco». Soggiunse Abram: «Ecco, a me non hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede». Ed ecco, gli fu rivolta questa parola dal Signore: «Non sarà costui il tuo erede, ma uno nato da te sarà il tuo erede». Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle»; e soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza». Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia. E gli disse: «Io sono il Signore, che ti ho fatto uscire da Ur dei Caldei per darti in possesso questa terra» Vangelo secondo Luca (4,1-13) Il diavolo lo condusse in alto, e mostrandogli in un istante tutti i regni della terra, gli disse: «Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la darò a chi voglio. Se ti prostri dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai”».

CI LASCIAMO ISPIRARE

Questo capitolo della Genesi racconta la storia di un uomo che ha creduto pur avendo tutte le ragioni per dubitare. A quest’uomo senza figli e a sua moglie, sterile, Dio indica il cielo stellato per promettere una discendenza. Le promesse di Dio sembrano fuori dalla realtà: come può Abramo fidarsi di una promessa che la realtà sembra smentire? Di fronte a ciò infatti Abramo ha dei cedimenti, mette in dubbio, cerca delle scorciatoie umane che portano a poco. Abramo cerca una soluzione umana: si unisce ad Agar (Gen 16,4-16) da cui nasce Ismaele, che non è il figlio della promessa, ma espressione di una strategia umana, troppo umana, per avere una discendenza. E tuttavia l’amore fedele di Dio trasforma tale soluzione in benedizione. Ed è bene che Abramo attraversi tali momenti, perché gli permettono di sperimentare la fedeltà e l’amore di Dio anche nelle difficoltà. Il vangelo di questa domenica (Luca 4,1-13) ci insegna a smascherare gli idoli che lungo il nostro cammino causano in noi dei cedimenti, dei dubbi che ci seducono. Quante volte l’uomo si inginocchia davanti al dio denaro, al dio piacere, al dio divertimento, al dio prestigio sociale, calpestando gli altri e Dio stesso, strumentalizzandolo ai suoi piani e progetti. Questa pagina evangelica ci invita a porci in ascolto della Parola di Dio e a lasciarci guidare da essa per avere la forza di lottare contro l’illusorio fascino dei falsi idoli.

ENTRIAMO IN DIALOGO

Entriamo in dialogo con il Signore, parlandogli, come ad un amico, dei desideri, dei sogni, delle speranze che abitano i nostri cuori. Un canto nella notte mi ritorna nel cuore: rifletto e il mio spirito si va interrogando. È forse cessato per sempre il suo amore, è finita la sua promessa per sempre? E ho detto: «Questo è il mio tormento: è mutata la destra dell'Altissimo». Ricordo le gesta del Signore, ricordo le tue meraviglie di un tempo. O Dio, santa è la tua via; quale dio è grande come il nostro Dio? Tu sei il Dio che opera meraviglie. (...continua con la tua preghiera) «Non è mai facile ascoltare. A volte è più comodo comportarsi da sordi,  accendere il walkman e isolarsi da tutti. È così semplice sostituire l’ascolto con le e-mail, i messaggi e le chat, e in questo modo priviamo noi stessi di volti, sguardi e abbracci» Papa Francesco

PROPOSTA

Stimolati dalle parole di Papa Francesco proviamo a riflettere su quanto tempo dedichiamo alle relazioni interpersonali: familiari, amici, vicini di casa… Usiamo il nostro tempo a curare tali relazioni.

AFFIDIAMO ALLA NOSTRA PREGHIERA ANCHE I MISSIONARI IMPEGNATI IN BRASILE  

(Dal Sussidio Diocesano Itinerario Spirituale - Quaresima 2022)


"FARO' DI TE..."    in cammino con Abramo

MERCOLEDÌ DELLE CENERI - 2 marzo 2022

Abramo ASCOLTA


 

Abramo riceve in dono la parola, la ascolta, la riconosce. La Parola di Dio conduce l’uomo alla scoperta graduale di se stesso. Accogliamo questa Parola di Dio 

+ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

INVOCHIAMO CON LE PAROLE DI TICHON DI ZADONSK

Dammi un cuore per amarti, dammi occhi per vederti nei mie fratelli, dammi orecchi per udire e riconoscere la tua voce, dammi labbra per parlare di te, il gusto per assaporarti. Dammi l’olfatto per sentire il tuo profumo, dammi mani per toccarti e piedi per seguirti. Amen

ENTRIAMO NEI TESTI

Dal libro della Genesi (12,1-3)  «Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò. Farò di te una grande nazione e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e possa tu essere una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò, e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra». Vangelo secondo Matteo (6,1-6.16-18) Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. 

CI LASCIAMO ISPIRARE

Abramo e Sara sono confinati in una situazione di morte: la sterilità e il vagare senza terra non danno loro speranza e futuro. Ma ecco Dio che si rivolge ad Abramo e gli parla - “lekh lekhà” vattene, letteralmente va verso te stesso - affinché Abramo ritrovi la sua identità. Questa chiamata è per il suo bene, per la sua realizzazione. Come dire: per amare bisogna prima aver trovato se stessi. La Parola di Dio intercetta i desideri profondi che abitano il suo cuore, abbattendo le barriere ed aiutandolo ad aprirsi alla vita. È ciò che il Vangelo di oggi (Matteo 6,1-6.16-18) ci invita a fare: quando preghi entra nella tua camera e prega il Padre tuo nel segreto… ossia entra in relazione con Dio per scoprire ciò che veramente è essenziale nella vita: il rapporto con il Padre che conosce i segreti dei cuori.

ENTRIAMO IN DIALOGO

Entriamo in dialogo con il Signore, parlandogli, come ad un amico, dei desideri, dei sogni, delle speranze che abitano i nostri cuori. Signore, tu mi scruti e mi conosci, tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo, intendi da lontano i miei pensieri. Osservi il mio cammino e il mio riposo, ti sono note tutte le mie vie. (...continua con la tua preghiera)

«Non è mai facile ascoltare. A volte è più comodo comportarsi da sordi,  accendere il walkman e isolarsi da tutti. È così semplice sostituire l’ascolto con le e-mail, i messaggi e le chat, e in questo modo priviamo noi stessi di volti, sguardi e abbracci» Papa Francesco

PROPOSTA

Dedichiamo più tempo all’ascolto del nostro “vicino” e un po’ meno alle chat, ai messaggi. La bocca esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.

(Dal Sussidio Diocesano Itinerario Spirituale - Quaresima 2022)

 

 


DOMENICA 27 FEBBRAIO 2022 - VIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO


La parabola della pagliuzza e della trave, Domenico Fetti (1589-1623), The Metropolitan Museum of Art (New York).

La bocca esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro. Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: "Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio", mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello. Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d'altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L'uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda».


44° GIORNATA NAZIONALE PER LA VITA

“Custodire ogni Vita” è il titolo del messaggio del Consiglio Permanente della CEI (Vescovi Italani). Il brano biblico che ha ispirato i Vescovi, nel loro messaggio, è tratto dal libro della Genesi: ”Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse”. Cit. Gen 2,15. Una scelta profondamente simbolica. Il giardino è ottenuto in dono e non è frutto della conquista dell’uomo. E’ un dono pensato per lui da un Dio che ama. Cogliamo nelle parole dei Vescovi l’invito a rileggere la quesƟone della Vita con le categorie dell’Ecologia Integrale. Un ambiente che non è solo spazio fisico, ma soprattutto luogo della relazione. Una vita che nasce è già di per sé un miracolo e dovremmo essere preparati non solo a non ostacolarne l’avvento e la nascita, ma anche a predisporre il necessario perché sia custodita. Custodita perché crescendo possa portare frutto. Possa portare i frutti dello Spirito che il Signore gli ha dato in dono. Viviamo questa Giornata come momento di riflessione, per diffondere semi di Speranza e di nuova operosità, stringendo valide alleanze educative fra le isƟtuzioni e anche fra le stesse famiglie per favorire la Libertà vera!

Dal sito della CEI:

Ricorre quest’anno il 30° anniversario dell’istituzione della Giornata Mondiale del Malato. Voluto da Giovanni Paolo II, questo appuntamento viene celebrato l’11 febbraio, memoria liturgica della Beata Maria Vergine di Lourdes, con lo scopo tra l’altro di “sensibilizzare il Popolo di Dio e le molteplici istituzioni sanitarie cattoliche e la stessa società civile, alla necessità di assicurare la migliore assistenza agli infermi”. La Segreteria Generale della Conferenza Episcopale Italiana, attraverso l’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute, ha promosso diverse iniziative per questa ricorrenza (info: https://salute.chiesacattolica.it). Per la Chiesa che è in Italia, la settimana che porterà alla celebrazione della Giornata del malato si è aperta con la 44ª Giornata Nazionale per la Vita che ha avuto per tema “Custodire ogni vita”. Non si tratta di una coincidenza, ma è questa la prospettiva che arricchisce di senso e significato “la risposta alla logica dello scarto”, perché “ogni vita va custodita, sempre!”, come ha ricordato Papa Francesco dopo la recita dell’Angelus di domenica 6 febbraio. Purtroppo, come ha ribadito il Consiglio Episcopale Permanente nell’ultima sessione (24-26 gennaio 2022), “in tempi come questi la tentazione della cultura dello scarto si fa ancora più insidiosa e può creare il terreno favorevole all’introduzione di norme che scardinano i presidi giuridici a difesa della vita umana. È nelle situazioni di estrema fragilità che il nostro ascolto si fa accompagnamento e aiuto, necessari a ritrovare ragioni di vita”. In questo senso l’impegno diventa testimonianza concreta nelle numerose “locande del buon samaritano” – così definite da Papa Francesco nel messaggio per la XXX Giornata Mondiale del Malato – in cui malati di ogni genere “possono essere accolti e curati, soprattutto coloro che non trovavano risposta alla loro domanda di salute o per indigenza o per l’esclusione sociale o per le difficoltà di cura di alcune patologie”. Sono realtà preziose da promuovere sempre di più perché parlano di quell’amore misericordioso che nella storia ha generato opere di Vangelo. “Ad essere chiamata in causa – sottolinea il Card. Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI – è la coscienza di tutti, credenti e non: della società, della cultura e della politica. Ancora oggi il diritto alla cura di molte persone fa fatica a trovare le risposte necessarie e la pandemia ha acutizzato ulteriormente la difficoltà delle fasce più povere. Vogliamo richiamare l’attenzione su quanti stanno percorrendo l’ultimo tratto della loro esistenza, trovandosi nello stadio terminale di una grave patologia. Siamo grati ai Centri di cure palliative presenti sul territorio che svolgono un prezioso servizio nel prendersi cura dei malati più gravi fino al termine naturale della loro esistenza. Il numero di tali strutture è ancora insufficiente rispetto al bisogno; pertanto, auspico che ci sia la necessaria attenzione a quanti vivono situazioni di estrema fragilità oltre che un adeguato sostegno alle realtà che li accompagnano con dedizione”. Come infatti sottolinea Papa Francesco nel messaggio per la Giornata del malato: “Anche quando non è possibile guarire, sempre è possibile curare, sempre è possibile consolare, sempre è possibile far sentire una vicinanza che mostra interesse alla persona prima che alla sua patologia”.


DOMENICA 20 FEBBRAIO 2022 - VII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO


Il ritorno del figliol prodigo, Bartolomé Esteban Pérez Murillo (1618-1682), National Gallery of Art (Washington).

Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro. E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gl’ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso . Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio”.


DOMENICA 13 FEBBRAIO 2022 - VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO


Discorso della montagna, Carl Heinrich Bloch (1834-1890), Museum of National History (Bedestolen).

Beati i poveri. Guai a voi, ricchi.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù, disceso con i Dodici, si fermò in un luogo pianeggiante. C'era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone. Ed egli, alzati gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi, che ora piangete, perché riderete. Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell'uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti. Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete. Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti.


DOMENICA 6 FEBBRAIO 2022 - V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO


La pesca miracolosa, Raffaello Sanzio (1483-1520), Victoria and Albert Museum (Londra).

 Lasciarono tutto e lo seguirono.

Dal Vangelo secondo Luca

 In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.  


DOMENICA 30 GENNAIO 2022 - IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO


Disputa di Gesù fra i dottori del tempio, Tintoretto (1518-1594), Museo del Duomo (Milano).

Gesù come Elìa ed Eliseo è mandato non per i soli Giudei.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù cominciò a dire nella sinagoga: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro». All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino. 


DOMENICA 23 GENNAIO 2022 - III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO


Disputa di Gesù con i dottori del Tempio, Paolo Veronese (1528-1588), Museo del Prado (Madrid).

Oggi si è compiuta questa Scrittura.

Dal Vangelo secondo Luca

Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto. In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore». Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». 


DOMENICA 16 GENNAIO 2022 - II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO


Nozze di Cana, Tisi Benvenuto detto Garofalo (1476-1559), Galleria Borghese (Roma).

Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora». Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.


DOMENICA 9 GENNAIO 2022 - BATTESIMO DI GESU'


Battesimo di Cristo, Giovanni Bellini (1430-1516), chiesa di Santa Corona (Vicenza).

Mentre Gesù, ricevuto il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco». Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».


 

 

 

 




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