Il Gruppo Campanario
Le campane di Montegaldella
Attività del gruppo
Poesie sulle campane



POESIE SULLE CAMPANE

LE ME CAMPANE

No me desmentego

de Montegaldela,

la go’ vissu’

la giovinessa pì bela.

 

Un’arco de vita

Tra gioie e dolori,

la’ dorme per sempre

i me genitori.

 

Qua da Vicensa

go’ sentio parlare

che danovo le campane

le se ga’ messo a sonare.

 

Mi che ricordavo

quele pi’ vecie

so partio par sentirle

co le me recie.

 

E subito sento

che no le xe quele:

i ga’ xonta’

tre vispe sorele.

 

Me meto scoltarle

taca’ ʽna finestra:

me parea de sentir

sonare ‘na orchestra.

 

El so diretore

ga’ impara’ da so pare

l’arte dele corde:

“tirare e molare”.

Ma lì davanti

no ghe xe professori,

gnanca maestri

e manco dottori.

 

Ghe xe solo dei tosi

che dopo doman

vegnara’ a trovarse

cai tra le man.

 

Cussi’ i se prepara

par poder compagnare

le copie de sposi

che sale a l’altare.

 

Opur compagnare

con vosse de pianto

un zovane o vecio

porta’ al camposanto.

 

L’impegno xe grande

tutti lo sa:

invitare la zente

all’umana pietà.

 

E ‘desso ‘scolteme,

lassemelo dire:

“sone’ pure forte

ca ve possa sentire.

 

Quando par mi

vegnera’ la me ora,

continuè a sonare

ve sentirò ancora”.




8 dicembre 1979       Italo Trentin

Italo Trentin era nativo di Montegaldella. Emigrato a Vicenza, tenne sempre contatti con il “suo” paese e volle in occasione della consacrazione del concerto di campane scrivere una poesia dialettale che successivamente gli permise di aggiudicarsi  prestigiosi premi in ambito regionale.


CAMPANA

Odi quel timbro

Che giunge dall’astante margine

Del profondo orizzonte.

 

Odi quel timbro

Ch’echeggia d’arcaico riverbero

Smosso da un battacchio che,

impavido nella sua sera si desta

nel decantar ancor,

l’exelsa nostra laude.

 

Odi quel timbro

Che perennemente si disperde

Così com’è un effluvio,

nell’eco suo, c’accarezza il gelido metallo.

 

Odi quel timbro

Che ancor amoreggia l’aere mio,

fatto di molti suoi rintocchi che,

spereguano così i sentimenti tutti

in quell’inno timbrato,

impermeato di tempo retaggio

e mnemonica presenza che,

diviene ad ogni imbrunire

d’animo e corpo ….

AVE MARIA.

Il Viaggiatore


UMILE ANCELLA

…. E la Veterana

Che suonò per te,

Ghizzole,

col suo Transito al Nascente Sole,

di Gioia e di Vangelo

risorge a risuonar rintocchi

umile e docile Campanella…


CAMPANA ORANTE

Oh, Ancella di preghiera!

Ai tuoi rintocchi

la Voce dell’Altissimo

riecheggiava per Ghizzole.

Col Transito al Nascente Sole

il rintocco tuo dolcissimo

risorga a risuonar festante

di cuore del viandante

le gioie del vangelo:

Umile e docile e orante,

Campanella

 

Queste due poesie di P. Danilo Marchetto sono in riferimento alla campanella della Chiesa di Ghizzole, donata nel 2013, e collocata presso il Centro di Dialogo interreligioso SHINMEIZAN ( 真命山 ), ”Montagna della Vita Vera” a Tamana (Giappone). La campanella era posta sin dall’erezione della chiesa all’ingresso della sacrestia e dal 2012 è stata sostituita con la campanella che invece fungeva da “richiamo” sulla torre campanaria.





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