Il calendario liturgico
I Sacramenti



I Sacramenti

«I sacramenti sono segni efficaci della grazia, istituiti da Cristo e affidati alla Chiesa, attraverso i quali ci viene elargita la vita divina. I riti visibili con i quali i sacramenti sono celebrati significano e realizzano le grazie proprie di ciascun sacramento» (Catechismo, 1131). «I sacramenti sono segni sensibili (parole e azioni), accessibili alla nostra attuale umanità» (Catechismo, 1084).

«Attenendoci alla dottrina delle Sacre Scritture, alle tradizioni apostoliche e all’unanime pensiero … dei Padri, noi professiamo che i sacramenti della nuova Legge sono stati istituiti tutti da Gesù Cristo, nostro Signore»[5].

«Nella Chiesa vi sono sette sacramenti: il Battesimo, la Confermazione o Crismazione, l’Eucaristia, la Penitenza, l’Unzione degli infermi, l’Ordine, il Matrimonio» (Catechismo, 1113). «I sette sacramenti toccano tutte le tappe e tutti i momenti importanti della vita del cristiano: grazie ad essi, la vita di fede dei cristiani nasce e cresce, riceve la guarigione e il dono della missione. In questo si dà una certa somiglianza tra le tappe della vita naturale e quelle della vita spirituale» (Catechismo, 1210). Costituiscono un insieme ordinato, nel quale l’Eucaristia occupa il centro, perché contiene l’Autore stesso dei sacramenti (cfr. Catechismo, 1211).

I sacramenti significano tre cose: la causa santificante, che è la Morte e Risurrezione di Cristo; l’effetto santificante o grazia; il fine della santificazione, che è la gloria eterna. «Il sacramento è segno commemorativo del passato, ossia della Passione del Signore; è segno dimostrativo del frutto prodotto in noi dalla sua passione, cioè dalla grazia; è segno profetico, che preannunzia la gloria futura»[6].

Il segno sacramentale, proprio di ogni sacramento, è costituito da cose (elementi materiali – acqua, olio, pane, vino – e da gesti umani – abluzione, unzione, imposizione delle mani, ecc.), che si chiamano materia; e da parole pronunciate dal ministro del sacramento, che costituiscono la forma. In realtà, «ogni celebrazione sacramentale è un incontro dei figli di Dio con il loro Padre, in Cristo e nello Spirito Santo, e tale incontro si esprime come un dialogo, attraverso azioni e parole» (Catechismo, 1153).

Nella liturgia dei sacramenti c’è una parte immutabile (quello che Cristo stesso stabilì intorno al segno sacramentale) e altre parti che la Chiesa può cambiare, per il bene dei fedeli e una maggiore venerazione dei sacramenti, adattandole alle circostanze di tempo e di luogo[7] . «Nessun rito sacramentale può essere modificato o manipolato dal ministro o dalla comunità a loro piacimento» (Catechismo, 1125).


Effetti e necessità dei sacramenti

Tutti i sacramenti conferiscono la grazia santificante a coloro che non frappongono ostacolo[8]. Questa grazia è «il dono dello Spirito che ci giustifica e ci santifica» (Catechismo, 2003). Inoltre i sacramenti conferiscono la grazia sacramentale, che è la grazia «propria di ciascun sacramento» (Catechismo, 1129): un aiuto divino per ottenere il fine di quel sacramento.

Non solo riceviamo la grazia santificante, ma lo stesso Spirito Santo. «Per mezzo dei sacramenti della Chiesa, Cristo comunica alle membra del suo Corpo il suo Spirito, Santo e santificatore» (Catechismo, 739)[9]. Il frutto della vita sacramentale è che lo Spirito Santo deifica i fedeli unendoli vitalmente a Cristo (cfr. Catechismo, 1129).

I sacramenti del Battesimo, della Confermazione e dell’Ordine sacro, oltre la grazia, conferiscono il cosiddetto carattere sacramentale, che è un segno spirituale indelebile che si imprime nell’anima[10], col quale il cristiano partecipa del sacerdozio di Cristo e fa parte della Chiesa secondo stati e funzioni diversi. Il carattere sacramentale nel cristiano rimane per sempre come disposizione positiva alla grazia, come promessa e garanzia della protezione divina e come vocazione al culto divino e al servizio della Chiesa. Pertanto questi tre sacramenti non possono essere ripetuti (cfr. Catechismo, 1121).

I sacramenti che Cristo ha affidato alla sua Chiesa sono necessari – almeno il desiderio di riceverli – per la salvezza, per ottenere la grazia santificante. Nessuno è superfluo, anche se alla singola persona non sono tutti necessari[11].


L’efficacia dei sacramenti

I sacramenti «sono efficaci perché in essi agisce Cristo stesso: è Lui che battezza, è Lui che opera nei suoi sacramenti per comunicare la grazia che il sacramento significa» (Catechismo, 1127). L’effetto sacramentale si produce ex opere operato (per il fatto stesso che il segno sacramentale è compiuto)[12]. «Il sacramento non agisce in virtù della giustizia dell’uomo che lo dà o che lo riceve, ma attraverso il potere di Dio»[13]. «Quando un sacramento viene celebrato in conformità all’intenzione della Chiesa, la potenza di Cristo e del suo Spirito agisce in esso e per mezzo di esso, indipendentemente dalla santità personale del ministro» (Catechismo, 1128).

L’uomo che amministra il sacramento si mette al servizio di Cristo e della Chiesa, e per questo si chiama ministro del sacramento; non può essere un qualunque fedele, normalmente ha bisogno della speciale configurazione con Cristo Sacerdote che dà il sacramento dell’Ordine[14].

L’efficacia dei sacramenti è dovuta a Cristo stesso, che opera in essi; «tuttavia i frutti dei sacramenti dipendono anche dalle disposizioni di colui che li riceve» (Catechismo, 1128): quanto migliori disposizioni egli ha di fede, di conversione del cuore e di adesione alla volontà di Dio, più abbondanti saranno gli effetti della grazia che riceve (cfr. Catechismo, 1098).

«La Santa Madre Chiesa ha inoltre istituito i sacramentali. Questi sono segni sacri per mezzo dei quali, con una certa imitazione dei sacramenti, sono significati e, per impetrazione della Chiesa, vengono ottenuti effetti soprattutto spirituali. Per mezzo di essi gli uomini vengono disposti a ricevere l’effetto principale dei sacramenti e vengono santificate le varie circostanze della vita»[15]. «Non conferiscono la grazia dello Spirito Santo alla maniera dei sacramenti; però mediante la preghiera della Chiesa preparano a ricevere la grazia e dispongono a cooperare con essa» (Catechismo, 1670). «Fra i sacramentali ci sono innanzi tutto le benedizioni (di persone, della mensa, di oggetti, di luoghi)» (Catechismo, 1671).

Riferimenti

[5] Concilio di Trento: DS 1600-1601; cfr. Catechismo, 1114.

[6] San Tommaso d’Aquino, Summa Theologiae, III, q. 60, a. 3; cfr. Catechismo, 1130.

[7] Cfr. Catechismo, 1205; Concilio di Trento: DS 1728; Pio XII: DS 3857.

[8] Cfr. Concilio di Trento: DS 1606.

[9] L’opera dello Spirito Santo in noi «è che noi viviamo della vita del Cristo risorto» (Catechismo, 1091); «unisce la Chiesa alla vita e alla missione di Cristo» (Catechismo, 1092); «guarisce e trasforma coloro che li ricevono conformandoli al Figlio di Dio» (Catechismo, 1129).

[10] Cfr. Concilio di Trento: DS 1609.

[11] Cfr. Concilio di Trento: DS 1604.

[12] Cfr. Concilio di Trento: DS 1608.

[13] San Tommaso d’Aquino, Summa Theologiae, III, q. 68, a. 8.

[14] Il sacerdozio ministeriale «garantisce che, nei sacramenti, è proprio il Cristo che agisce per mezzo dello Spirito Santo a favore della Chiesa. La missione di salvezza affidata dal Padre al proprio Figlio incarnato è affidata agli Apostoli e da essi ai loro successori; questi ricevono lo Spirito di Gesù per operare in suo nome e in persona di lui (cfr. Gv 20, 21-23; Lc 24, 47; Mt 28, 18-20). Il ministro ordinato è dunque il legame sacramentale che collega l’azione liturgica a ciò che hanno detto e fatto gli Apostoli, e, tramite loro, a ciò che ha detto e operato Cristo, sorgente e fondamento dei sacramenti» (Catechismo, 1120). Anche se l’efficacia del sacramento non proviene dalle qualità morali del ministro, tuttavia la sua fede e la sua devozione, oltre a contribuire alla sua santificazione personale, favorisce molto le buone disposizioni del soggetto che riceve il sacramento e, di conseguenza, il frutto che ne ottiene.

[15] Concilio Vaticano II, Cost. Sacrosanctum Concilium, 60; cfr. Catechismo, 1667.

(da tema 17, Coltivare la Fede. Questi brevi testi, scritti da teologi e canonisti, molti dei quali professori della Pontificia Università della Santa Croce, Roma, offrono una esposizione sintetica degli insegnamenti della Chiesa Cattolica).



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