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Altari laterali

Altare della Madonna del Rosario

L'altare é ornato dalla statua lignea della Vergine, opera dello scultore Giuseppe Rungaldier di Ortisei-Valgardena (Bolzano) che ha sostituito a inizio Novecento l'immagine di legno più antica, giudicata dal parroco di allora "abbastanza brutta". La nuova immagine, dono delle donne che portavano il nome di Maria, fu benedetta il 19 marzo 1929 dal Vescovo di Padova, Mons. Elia Dalla Costa. Fanno corona alla Madonna quindici piccoli medaglioni dipinti che rappresentano i Misteri del Rosario. In alto, sotto il timpano, l'iscrizione latina: "O Gloriosa Domina Excelsa Super Sydera MDCLXVIII" - "O Donna Gloriosa alta sopra le stelle 1668".


Altare della Madonna del rosario.

Martirio di Santo Stefano
Giambattista Maganza il giovane (1577-1617)

Sul primo altare destro di precoci forme seicentesche si trova il più antico dei dipinti conservati nella chiesa. L'altare è dedicato a Santo Stefano protomartire cristiano e la pala che vi si conserva ne raffigura il martirio avvenuto per lapidazione. Opera conforme ai dettami della Controriforma per tematica trattata e chiarezza con cui è espressa, la pala presenta sulla sinistra il santo martire in veste di diacono verso il quale avanzano minacciosi i carnefici che impugnano le pietre per lapidarlo. La scena, sovrastata dal gruppo della Trinità, è ambientata all'esterno di una città murata di cui si intravede sulla sinistra un imponente bastione. Il dipinto è attribuibile sotto il profilo stilistico a Giambattista Maganza il giovane, figlio di Alessandro principale rappresentante di un'attiva bottega che dominò la scena vicentina fin oltre il terzo decennio del Seicento. Il dipinto rivela singolari affinità di ordine iconografico con una pala del medesimo soggetto attribuita a Giambattista Maganza il Vecchio che si conserva nella chiesa di Santo Stefano di Vicenza, databile all'inizio del nono decennio del Cinquecento. I due dipinti riprendono schemi tardomanieristici largamente in uso all'epoca ed in particolare mostrano forti affinità con la pittura di Palma il Giovane di cui è nota la pala del medesimo soggetto nel duomo di Cividale. L'attribuzione al giovane Giambattista trova conferma dal confronto con la vasta produzione nota del pittore vicentino. In particolare riconducono al suo stile le figure allungate, un certo patetismo che affiora soprattutto nella figura del santo martire, ed infine i colori schiariti dai riflessi argentei derivati dalla lezione del Da Ponte: caratteri tipici degli ultimi anni di attività dell'artista che permettono di datare l'opera all'inizio del secondo decennio del Seicento.


Martirio di Santo Stefano - Giambattista Maganza il Giovane (1577-1617).

Madonna della cintura
Giovanni Battista Volpato (1636-1706)

Il primo altare della navata sinistra, dedicato alla Madonna della Cintura, reca nel cartiglio alla sommità del coronamento l'iscrizione "D.O.M. - AVE MARIA SPECIALIS / FOVE TUIS NOS SUB ALIS / MDCLX", che consente una datazione precisa del manufatto al 1660, data che sembra precedere di circa un decennio la bella pala che costudisce. La grande tela raffigura i santi Girolamo, Agostino e Monica da una parte e i santi Rocco e Valentino dall'altra, sovrastati in cielo dalla Madonna con il Bambino affiancata da San Giuseppe. Come si è detto la pala è intitolata alla Madonna della Cintura, un culto diffuso dagli agostiniani. Le fonti settecentesche riferiscono che il dipinto venne commissionato dal nobile Girolamo Conti figlio di Bernardino il quale, si dice, "donò all'altar della Cintura nella Parrocchiale un bellissimo quadro, opera del Volpato da Bassano" (cfr. Tirside, 1768). La committenza dell'opera è confermata dalla presenza in primo piano sulla sinistra del quadro di san Girolamo penitente, santo protettore del donatore. Tuttavia pur in presenza dell'autorevole fonte che dichiara il nome dell'offerente e la paternità dell'opera, il dipinto, conosciuto esclusivamente in ambito locale, è stato finora trascurato dalla letteratura artistica e non compare nella monografia di Giovanni Battista Volpato (1636-1706).


Madonna della cintura - Giovanni Battista Volpato (1636-1706).

Madonna con il Bambino in trono e Santi
Giovanni Cozza (1628-1678)

Il secondo altare a sinistra conserva un dipinto raffigurante la Madonna con il Bambino in trono e i santi Antonio da Padova, Nicola da Tolentino e Gaetano Thiene. L'opera venne commissionata da Pietro e Girolamo figli di Bernardino della nobile famiglia Conti (cfr. Tirside, 1768) che a Montegaldella possedevano la villa Deliziosa. I due fratelli commissionarono anche l'altare seicentesco che custodisce la pala, alla sommità del quale posero lo stemma del casato. L'opera tradizionalmente riferita a Giulio Carpioni (cfr. Tirside, 1768) è riconfermata al pittore veneziano dalla critica moderna (cfr Pilo 1961, p. 103). Alla luce dei recenti studi sulla pittura vicentina del secondo Seicento (Binotto, 2000, pp. 257-326) è possibile tuttavia proporre più convincemente l'attribuzione a Giovanni Cozza (1628-1678), fedele allievo di Giulio Carpioni e certamente il più dotato e originale artista della sua scuola. Le forti assonanze di ordine stilistico e tipologico consentono infatti di avvicinare la pala di Montegaldella alla grande tela raffigurante "San Nicola da Tolentino prega per Pellegrino Osimo" dell'oratorio di San Nicola a Vicenza, opera firmata da Cozza e datata 1662.


Madonna con il Bambino in trono e i Santi Antonio da Padova, Nicola da Tolentino e Gaetano Thiene - Giovanni Cozza (1628-1678).



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