Il Gruppo Campanario
Le campane di Montegaldella
Attività del gruppo
Poesie sulle campane



IL CAMPANILE

Il campanile di Montegaldella.

Nati come casa delle campane, i campanili si collocano quale punto di riferimento per le varie comunità, motivo di unione e di orgoglio. Non per nulla, proprio in riferimento ad essi, è nato il termine campanilismo, a significare lo spirito e i sentimenti che legano i vari cittadini di un luogo e che si sentono rappresentati dal proprio campanile.

Troviamo campanili semplici e rudimentali, a volte. Più spesso però sono veri capolavori d'arte, usciti dalla penna e dal gusto artistico di eccelsi disegnatori e architetti.

Si situano non di rado in punti strategici ed elevati, quasi a rassicurare, con la propria presenza e ad orientare i residenti e gli estranei.

Riteniamo che, giungendo in una nuova località, tutti abbiano vissuto l'esperienza di riferirsi al campanile per la ricerca di qualche via o abitazione sconosciute.

Ogni comunità che ama le campane non trascura certo il campanile che, anzi, nell'evolvere dei tempi, lo si vede sempre più fatto oggetto di amore, di orgoglio e di cure per il suo abbellimento e la conservazione.

In proposito, si rinvengono un po' ovunque vetuste testimonianze culturali, storiche ed araldiche che impreziosiscono torri e campanili e forniscono illuminanti informazioni sul passato.

Esse recano date e nomi di offerenti o prestatori d'opera, di sacerdoti o benefattori.

Non meno degli altri, anche quello di Montegaldella orgoglioso della propria storia, svettante nel cuore dell'abitato, punto di convergenza dei sani valori di ieri e di oggi i quali costituiscono la salvaguardia di ogni comunità.

Nei documenti, rinvenuti nelle nostre accurate ricerche, risulta che durante la prima Visita Pastorale, registrata negli archivi della Curia Vescovile di Padova, in data 12 luglio 1454 il Vescovo Fantino Dandolo rileva che, oltre alla chiesa, anche il campanile ha la copertura malandata.

L'annotazione non deve essere passata inosservata se, circa un secolo dopo, sempre in occasione di un'altra Visita, effettuata il 23 settembre 1563, Mons. Girolamo Vielmo in sostituzione del Cardinale Francesco Pisani, descrivendo gli edifici della chiesa afferma: Bene manet in suis aedijiciis… habet campanile cum duabus campanis… cimiterium circum circum…

Nicolò Ormanetto, nella Visita Pastorale del 23 maggio 1572 fa rilevare che va fatta la porta in legno sul campanile. Gli abitanti sono 572. Solo dalla Visita Pastorale del 22 ottobre 1587, del Vescovo Federico Corner, si viene a conoscere il lato sul quale è innalzato il campanile. Si legge infatti: Campanile posto a destra della chiesa con due campane.

Gli abitanti di Montegaldella risultano 800.

Poiché le principali fonti per questa nostra ricerca sono proprio le Visite Pastorali i cui verbali, fatti stendere dai vari Presuli ci forniscono sempre preziose informazioni, citiamo quella di Marco Corner del 22 ottobre 1602. In esso il Vescovo osserva che il campanile è aderente alla parete meridionale, vicino alla sacrestia e ha due campane sufficienti per suonare.

Gli abitanti sono 750. E pure l'altra compiuta dal beato Gregorio Barbarigo, lunedì 23 settembre 1680, durante la quale il Presule annota che vicino a questa chiesa c'è il campanile ed è alto come il resto del fabbricato ed è ben provvisto di campane. Ovvio che lo scorrere degli anni e la sicuramente scarsa manutenzione, dovuta non certo a incuria, ma a penuria di mezzi, portano ad un notevole degrado del manufatto. Degrado, specie nelle scale, come viene rilevato nella Visita Pastorale del 13 agosto 1825 effettuata dal Cardinale Modesto Farina. Vi si provvede con consistenti interventi.

Nei registri di spesa della Parrocchia si rileva: « in data 20 febbraio 1847 spese austriache  8 per corda da adoperarsi per l'orologio»; «in data 1 novembre 1847 spese austriache £ 7 per manutenzione effettuata all'orologio posto nel campanile; 28 gennaio 1851 spese austriache £ 194,50 per rifacimento coperto del campanile in rame e latta»; 15 giugno 1851 spese austriache £ 600.00 per restauro del campanile con legnami in larice; in data 4 giugno 1852 vengono spese austriache £ 1,50 per Carta Bollata alla ricevuta del Mandato di Sussidio per restauro del campanile.

Evidentemente, gli interventi e i restauri che si susseguono, via via nel tempo, non valgono a salvare il campanile. Incassato per alcuni centimetri nel muro della chiesa, vicino alla sacrestia, nel 1860 esso viene demolito perché cadente, col pericolo di rovinare sulla chiesa stessa, a fianco della cui facciata, in sua sostituzione, i fedeli fanno erigere intanto un castello in legno dove suonano tre campane.

Ma la mancanza del campanile è un peso troppo grande: ne soffre la comunità; ne è vedova la chiesa.

Urge intervenire e in modo consono alle nuove esigenze. Innanzitutto occorre il disegno e il progetto per i quali si attribuisce l'incarico all'Ingegnere-Architetto di Vicenza Luigi Dalla Vecchia. Questi già aveva lavorato a Montegaldella per conto del Senatore del Regno d'Italia Fedele Lampertico presso la villa La Deliziosa.

Per tale progetto e successiva direzione dei lavori gli vengono corrisposte L.50 il 4 luglio 1878; L. 100 il 20 dicembre 1883 e il saldo di L.30 alla vedova, subito dopo la sua morte avvenuta il 10 luglio 1884.

Nel 1874 arrivano le prime pietre lavorate a Costozza. Nell'aprile del 1876 si pratica lo scavo delle fondamenta. Al primo strato vengono poste otto albere alla profondità di mt 2,5; al secondo sei albere, trasversali alle precedenti. Queste furono tagliate dal piccolo bosco dei Lampertico situato vicino alle “Fontanelle”. Capi-mastri per tali lavori risultano Tonato da Montemerlo e Campesato Lodovico da Montegaldella. Il 13 agosto 1876 con solenne cerimonia, viene posta la prima pietra del campanile e nell'autunno del 1877 si costruisce lo zoccolo. Successivamente, a causa delle cattive annate e della grave crisi economica diffusa nella zona, si sospendono i lavori. Questi riprendono nell'autunno del 1881, anno in cui si costruisce il fusto, sino all'altezza di mt 16,60. Il suo completamento e quello della canna fino alla cella campanaria avviene nel 1882.  Il cornicione sottostante alla cella campanaria, lavorato a Costozza, costa L. 60 al metro cubo. Nel 1886 viene portata a termine la nuova costruzione con la piramide in legno coperta di zinco. Intanto si acquistano quattro ringhiere che racchiuderanno la cella campanaria, costruite a Vicenza al costo di L.250.  I lavori per la costruzione del nuovo campanile risultano avere danneggiato la sottostante chiesa. Ciò si rileva dalla Visita Pastorale effettuata dal Cardinale Giuseppe Callegari il, 5 ottobre 1888 in cui si dice che: causa lavori di costruzione del campanile, lo Chiesa ha bisogno di non indifferenti riparazioni. A chi l’onere di provvedervi? Già nella relazione del Parroco di Montegaldella, Don Tommaso Franceschi, in data lunedì 4 ottobre 1875, anticipatrice della Visita Pastorale del giorno successivo si legge: La Chiesa non è consacrata. È comunale e perciò alla Comune spetta il suo restauro e quello della Casa Canonica.  Dal che si deduce che pure il restauro del campanile doveva cadere a carico del Comune. Tale supposizione trova conferma nell'Archivio Storico Comunale di Montegaldella. Infatti, in una delibera consiliare del 18 aprile 1884, presieduta dall'allora sindaco Domenico Dott. Cav. Lampertico, risultano stanziate L. 1.000,00 quale seconda e ultima rata del sussidio accordato alla Fabbriceria locale per l’ultimazione della fabbrica del nuovo campanile. Di più non ci è stato dato di trovare.

Il 1886, dunque, è l'anno felice che segna la fine dei lavori. Il campanile rifatto, snello ed elegante è pronto, con le sue campane, a ripagare la cittadinanza di tanta preoccupazione e generosità, con un invidiabile servizio di rintocchi e segni, nelle ore canoniche e con veri concerti nelle solennità. Ma non trascorrono che appena quarant'anni e già si affaccia la necessità di nuovi interventi. Infatti, nel 1928 la piramide terminale, costruita in legno come si è visto e ricoperta di lamiera zincata, deve essere demolita perché corrosa e pericolante. Il rifacimento viene eseguito secondo il progetto del Prof. Antonio Beni di Treviso. Capo-mastro, Antonio Andriolo da Sarmego. Bisogna rimettere a nuovo l'intera parte cominciando dalla cornice sopra la cella campanaria. Si getta la nuova base in calcestruzzo e si costruisce successivamente la base ottagonale che sostiene la cuspide finale a forma piramidale, utilizzando pietra di S. Gottardo, lavorata dalla ditta Grassi di Nanto. I mattoni vengono forniti invece dalla fornace Gambazzi di Mestrino: Direttore dei lavori l’Ing. Prof. Luigi Candiani di Treviso, in sostituzione del Prof. Beni colpito da paralisi. La croce, posta sopra il campanile, arriva da Vicenza donata da Gio.Batta Sartori. Costa L.300. Le palle poste alle sue estremità vengono dorate a foglia, dalla fabbrica Borsotti di Cervarese S.Croce. L'oro è dono delle donne di Montegaldella, le quali generosamente e devotamente si privano, allo scopo, di orecchini, anelli, braccialetti e collane. I lavori terminano nel 1929 e costano £. 60.000. L'Ottava di Pasqua e precisamente il 7 aprile del 1929 avviene la solenne inaugurazione che segna la fine dei lavori del campanile. Ci sembra di estremo interesse fornire ora alcuni dati essenziali che lo riguardano: base quadrata mt 6 x 6; fusto mt 5 x 5; vano interno mt 3,30 x 3,30; sviluppo totale in altezza de1la parte muraria, mt 42,32. Il campanile si caratterizza per l'intercalarsi di corsi in sasso finemente lavorati a faccia-vista, con corsi in cotto ogni 60 cm i quali ben si integrano con i pilastri angolari, pur essi costruiti in mattoni. Fino alla cella campanaria raggiunge l'altezza di mt 29,71; quella totale è di mt 58,50 nella parte superiore della sfera. La Croce è alta mt 2,95. Prima dei lavori, eseguiti nel 1928 era alto mt 29,30. Il campanile di Montegaldella, che fino a quarant'anni deteneva il primato d'altezza nella zona, scalzato poi dal moderno campanile di Montegalda, oggi vanta un concerto di dodici campane, suonate a corda come nelle migliori tradizioni. È una costruzione salda ed elegante che costituisce il vanto di tutta la comunità. Pochi interventi, infatti, sono stati successivamente necessari: la sostituzione dei solai; opportuni accorgimenti per il ripristino dell'uso del carillon; la pavimentazione e l'ammodernamento dell'entrata nel campanile stesso; la costruzione del marciapiede ghiaioso lungo il suo perimetro e l'illuminazione notturna che lo rende visibile e ammirato anche in lontananza.

A tutti hanno provveduto direttamente i locali suonatori di campane con lodevole, gratuito lavoro offerto sacrificando libertà e tempo.


Testi e immagini a cura di Lucio Barbieri




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