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Le iniziative del 2020

ASCENSIONE DEL SIGNORE

Ascensione del SIgnore, Giotto (1267 - 1337), Cappella degli Scrovegni (Padova).

Fu elevato in alto sotto i loro occhi

Dagli Atti degli Apostoli

Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo. Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l'adempimento della promessa del Padre, «quella - disse - che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo». Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra». Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand'ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo».


VI DOMENICA DI PASQUA - Pregherò il Padre e vi darà un altro Paràclito 

Cristo Trasfigurato, Andrea Previtali (1480 - 1528), Pinacoteca di Brera (Milano).

Pregherò il Padre e vi darà un altro Paràclito.

 Dal Vangelo secondo Giovanni 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui».

Continuiamo con l’iniziativa adottata in Quaresima a seguito dell’emergenza sanitaria, e quindi di mantenere l’ANGOLO BELLO, come spazio significativo della casa in cui alimentare la propria fede, vivendo un momento di preghiera e di confronto con la Parola di Dio, ma anche di scambio/racconto su ciò che ognuno pensa e sta vivendo.

Ancora chiamati a vivere questa situazione di emergenza, siamo anche consapevoli che nulla può sostituirsi alla dimensione comunitaria che normalmente viviamo e proponiamo negli itinerari di educazione alla fede. Tutti ci rendiamo conto di quanto siano fondamentali i legami interpersonali, i contatti fisici, le relazioni concrete, che simboleggiano l’essenza del nostro essere Chiesa di Montegaldella, e di come ciò che proponiamo, anche a livello di preghiere, rosari, eucarestie videotrasmesse, sia soltanto un pallido riflesso di quello che in realtà desidereremmo vivere. 

A fare da sfondo a questo cammino pasquale è il Libro degli Atti degli Apostoli scritto dall’evangelista Luca in continuità con il suo vangelo, e in particolare alcuni episodi che ci aiutano ad entrare nello spirito e nella vita delle prime comunità cristiane, consentendoci di confrontarli con i nostri. Il momento da vivere in famiglia deve essere scelto liberamente, secondo i tempi e le possibilità di ognuna, in un giorno a scelta della settimana.

Nell’ANGOLO BELLO è posta un’immagine di Gesù e un cero acceso con il libro dei Vangeli aperto sul brano indicato. 

Ecco gli orari con le proposte in video e da fare in casa come preghiera comunitaria.

Sussidio per la preghiera del sabato sera.

Sussidio per la preghiera di domenica sera.


APERTURA DELLE CHIESE PER LA PREGHIERA PERSONALE

Avvisiamo che le nostre chiese di Montegaldella e Ghizzole nei prossimi giorni saranno aperte per la preghiera personale e con l'adozione di tutte le misure di prevenzione e protezione sanitaria previste dai decreti governativi e regionali (mascherina, distanziamento, nessun assembramento).

Ecco gli orari e i giorni di apertura:

Chiesa di Montegaldella di Ghizzole:
10:30 - 11:30 (sabato 16 maggio)

Chiesa di Montegaldella di Montegaldella:
16:30 - 18:30 (sabato 16 maggio);

10:30 - 12:00 (domenica 17 maggio)

16:30 - 18:30 (domenica 17 maggio);


V DOMENICA DI PASQUA - Io sono la via, la verità e la vita

Vocazione dei primi apostoli, Domenico Ghirlandaio (1448 - 1494), Cappella Sistina (Roma).

Io sono la via, la verità e la vita.

Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 14,1-12

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: Vado a prepararvi un posto? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».

Continuiamo con l’iniziativa adottata in Quaresima a seguito dell’emergenza sanitaria, e quindi di mantenere l’ANGOLO BELLO, come spazio significativo della casa in cui alimentare la propria fede, vivendo un momento di preghiera e di confronto con la Parola di Dio, ma anche di scambio/racconto su ciò che ognuno pensa e sta vivendo.

Ancora chiamati a vivere questa situazione di emergenza, siamo anche consapevoli che nulla può sostituirsi alla dimensione comunitaria che normalmente viviamo e proponiamo negli itinerari di educazione alla fede. Tutti ci rendiamo conto di quanto siano fondamentali i legami interpersonali, i contatti fisici, le relazioni concrete, che simboleggiano l’essenza del nostro essere Chiesa di Montegaldella, e di come ciò che proponiamo, anche a livello di preghiere, rosari, eucarestie videotrasmesse, sia soltanto un pallido riflesso di quello che in realtà desidereremmo vivere. 

A fare da sfondo a questo cammino pasquale è il Libro degli Atti degli Apostoli scritto dall’evangelista Luca in continuità con il suo vangelo, e in particolare alcuni episodi che ci aiutano ad entrare nello spirito e nella vita delle prime comunità cristiane, consentendoci di confrontarli con i nostri. Il momento da vivere in famiglia deve essere scelto liberamente, secondo i tempi e le possibilità di ognuna, in un giorno a scelta della settimana.

Nell’ANGOLO BELLO è posta un’immagine di Gesù e un cero acceso con il libro dei Vangeli aperto sul brano indicato. 

Ecco gli orari con le proposte in video e da fare in casa come preghiera comunitaria.

Sussidio per la preghiera del sabato sera.

Sussidio per la preghiera di domenica sera.


CARITAS PARROCCHIALE DI MONTEGALDELLA E GHIZZOLE

Sosteniamo questa iniziativa della nostra Caritas Parrocchiale in collaborazione con la Protezione Civile e l'Amministrazione Comunale.

Si parte lunedi 27 aprile e si termina sabato 2 maggio. Per chi vuole è possibile consegnare il materiale anche presso la Baita degli Alpini domenica 3 maggio con gli orari che vedete nel volantino (rispettando sempre le norme di sicurezza: mascherine, guanti e no assembramenti).

Partecipiamo!!! Grazie per il vostro aiuto!!


IV DOMENICA DI PASQUA - GESU' IL BUON PASTORE

Gesù il Buon Pastore, mosaico, prima metà del V secolo A.C., Mausoleo di Galla Placidia (Ravenna).

Io sono la porta delle pecore.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 10,1-10 )
In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro. Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza».

Continuiamo con l’iniziativa adottata in Quaresima a seguito dell’emergenza sanitaria, e quindi di mantenere l’ANGOLO BELLO, come spazio significativo della casa in cui alimentare la propria fede, vivendo un momento di preghiera e di confronto con la Parola di Dio, ma anche di scambio/racconto su ciò che ognuno pensa e sta vivendo.

Ancora chiamati a vivere questa situazione di emergenza, siamo anche consapevoli che nulla può sostituirsi alla dimensione comunitaria che normalmente viviamo e proponiamo negli itinerari di educazione alla fede. Tutti ci rendiamo conto di quanto siano fondamentali i legami interpersonali, i contatti fisici, le relazioni concrete, che simboleggiano l’essenza del nostro essere Chiesa di Montegaldella, e di come ciò che proponiamo, anche a livello di preghiere, rosari, eucarestie videotrasmesse, sia soltanto un pallido riflesso di quello che in realtà desidereremmo vivere. 

A fare da sfondo a questo cammino pasquale è il Libro degli Atti degli Apostoli scritto dall’evangelista Luca in continuità con il suo vangelo, e in particolare alcuni episodi che ci aiutano ad entrare nello spirito e nella vita delle prime comunità cristiane, consentendoci di confrontarli con i nostri. Il momento da vivere in famiglia deve essere scelto liberamente, secondo i tempi e le possibilità di ognuna, in un giorno a scelta della settimana.

Nell’ANGOLO BELLO è posta un’immagine di Gesù e un cero acceso con il libro dei Vangeli aperto sul brano indicato. 

Ecco gli orari con le proposte in video e da fare in casa come preghiera comunitaria.

 

Sussidio per la preghiera del sabato sera.

Sussidio per la preghiera di domenica sera.


III DOMENICA DI PASQUA

Cena in Emmaus, Michelangelo Merisi detto Caravaggio (1571-1610), National Gallery (Londra).

«Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato…», dicono Pietro e Giovanni davanti al tribunale che li voleva condannare in quanto testimoni della risurrezione di Gesù.

Anche noi dopo avere vissuto la settimana santa e la Pasqua, uniche nel loro genere e indimenticabili, non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato. Non possiamo non dire quello che abbiamo provato di fronte a tante tragedie, ma anche ciò che Gesù ha fatto per noi durante i giorni di tristezza e di dolore nelle nostre famiglie e nel mondo. Non possiamo tacere come la Sua risurrezione ci abbia aperto un orizzonte di speranza e non possiamo non raccontare quali speranze ci abitano il cuore, mentre camminiamo nel tempo che ci attende verso la Pentecoste.

Per questo motivo si è deciso di proseguire con l’iniziativa adottata in Quaresima a seguito dell’emergenza sanitaria, e quindi di mantenere l’ANGOLO BELLO, come spazio significativo della casa in cui alimentare la propria fede, vivendo un momento di preghiera e di confronto con la Parola di Dio, ma anche di scambio/racconto su ciò che ognuno pensa e sta vivendo.

Ancora chiamati a vivere questa situazione di emergenza, siamo anche consapevoli che nulla può sostituirsi alla dimensione comunitaria che normalmente viviamo e proponiamo negli itinerari di educazione alla fede. Tutti ci rendiamo conto di quanto siano fondamentali i legami interpersonali, i contatti fisici, le relazioni concrete, che simboleggiano l’essenza del nostro essere Chiesa di Montegaldella, e di come ciò che proponiamo, anche a livello di preghiere, rosari, eucarestie videotrasmesse, sia soltanto un pallido riflesso di quello che in realtà desidereremmo vivere. 

A fare da sfondo a questo cammino pasquale è il Libro degli Atti degli Apostoli scritto dall’evangelista Luca in continuità con il suo vangelo, e in particolare alcuni episodi che ci aiutano ad entrare nello spirito e nella vita delle prime comunità cristiane, consentendoci di confrontarli con i nostri. Il momento da vivere in famiglia deve essere scelto liberamente, secondo i tempi e le possibilità di ognuna, in un giorno a scelta della settimana.

Nell’ANGOLO BELLO è posta un’immagine di Gesù e un cero acceso con il libro dei Vangeli aperto sul brano indicato. 

Sussidio per la preghiera del sabato sera.

Sussidio per la preghiera di domenica sera.


DOMENICA DELLA DIVINA MISERICORDIA

II DOMENICA DI PASQUA

Gesù Misericordioso o della Divina Misericordia,(1937) Eugeniusz Kazimirowski, Vilnius.

La domenica della Divina Misericordia è stata istituita da San Giovanni Paolo II il 30 aprile 2000 (seconda Domenica di Pasqua) durante la Solenne Celebrazione Eucaristica in occasione della canonizzazione di Santa Faustina Kowalska. Successivamente la Congregazione per il Culto Divino e la disciplina dei Sacramenti ha emanato il Decreto di istituzione il 5 maggio 2000.

Gesù parlò per la prima volta del desiderio di istituire questa festa a Santa Faustina Kowalska a Plock in Polonia nel 1931, indicandole anche il momento preciso durante l’anno liturgico, cioè la Seconda Domenica di Pasqua. La scelta della prima domenica dopo Pasqua ha un suo profondo senso teologico: indica lo stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la festa della Misericordia, cosa che ha notato anche Santa Faustina: "Ora vedo che l'opera della Redenzione è collegata con l'opera della Misericordia richiesta dal Signore". Questo legame è sottolineato ulteriormente dalla novena che precede la festa e che inizia il Venerdì Santo.

Gesù ha spiegato la ragione per cui ha chiesto l'istituzione della festa (dal diario di Santa Faustina): "Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione. (...) Se non adoreranno la Mia Misericordia, periranno per sempre".

Ha detto Gesù (dal diario di Santa Faustina): “Desidero che la festa della Misericordia sia di riparo e rifugio per tutte le anime e specialmente per i poveri peccatori. In quel giorno sono aperte le viscere della Mia Misericordia, riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia Misericordia. L’anima che si accosta alla confessione ed alla santa Comunione, riceve il perdono totale delle colpe e delle pene (…). Questa festa è uscita dalle viscere della Mia Misericordia ed è confermata nell’abisso delle Mie grazie. Ogni anima che crede ed ha fiducia nella Mia Misericordia, la otterrà. Si, la prima domenica dopo Pasqua è la festa della Misericordia, ma deve esserci anche l'azione ed esigo il culto della Mia Misericordia con la solenne celebrazione di questa festa e col culto all'immagine che è stata dipinta. Per mezzo di questa immagine concederò molte grazie alle anime, essa deve ricordare le esigenze della Mia Misericordia, poiché anche la fede più forte, non serve a nulla senza le opere.” Relativamente all’immagine di Gesù Misericordioso (dal diario di Santa Faustina): La sera, stando nella mia cella, vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro pallido. Dopo un istante, Gesù mi disse: “Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù confido in te! (…) Il mio sguardo da quest’immagine è tale e quale al Mio sguardo dalla croce. I due raggi rappresentano il Sangue e l’Acqua. Il raggio pallido rappresenta l’Acqua che giustifica le anime; il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime… Entrambi i raggi uscirono dall’intimo della Mia Misericordia, quando sulla croce il Mio Cuore, già in agonia, venne squarciato con la lancia. Tali raggi riparano le anime dallo sdegno del Padre Mio. Beato colui che vivrà alla loro ombra, poiché non lo colpirà la giusta mano di Dio. (…) Desidero che questa immagine venga venerata prima nella vostra cappella, e poi nel mondo intero. Prometto che l’anima, che venererà quest’immagine, non perirà. Prometto pure già su questa terra, ma in particolare nell’ora della morte, la vittoria sui nemici. Io stesso la difenderò come Mia propria gloria. Porgo agli uomini il recipiente, col quale debbono venire ad attingere le grazie alla sorgente della Misericordia. Il recipiente è quest’immagine con la scritta: Gesù, confido in Te”.

L’anima è purificata dal sacramento del battesimo e della penitenza (raggio pallido), mentre il migliore nutrimento per essa è l’Eucaristia (raggio rosso). Dunque questi due raggi simboleggiano i santi sacramenti e tutte le grazie dello Spirito Santo, il cui simbolo biblico è l’acqua, ed anche la nuova alleanza di Dio con l’uomo fatta per mezzo del sangue di Cristo.

Come da indicazioni del calendario condiviso, domenica 19 aprile alle ore 15:00(Ora della Misericordia) proponiamo un momento di preghiera comunitaria (Montegaldella, Montegalda e Ghizzole) con accensione della candela nell'Angolo Bello della propria casa, recitando anche la Coroncina. Qui trovate il documento per la preghiera, e anche gli audio dei canti.

Canto 1 Fiumi di Misericordia (RNS)

Canto 2 Vieni Santo Spirito (Gen Verde)

Canto 3 E' Risorto (Gen Verde)


LA PASQUA DEL SIGNORE

Anastasis (particolare), 14° secolo, Chiesa di Montegaldella di Chora (Istanbul).

Un messaggio di augurio Pasquale per tutta la Comunità Cristiana da parte del nostro parroco don Gabriele:

“Carissimi Parrocchiani, desidero mandare questo messaggio di SPERANZA e di VITA. In questa situazione di difficoltà e di sofferenza, che stiamo ormai vivendo a livello mondiale, sento importante annunciare L'EVENTO PASQUALE come" SEGNO" VIVO e CONCRETO di SPERANZA e di VITA per tutti e invocare lo SPIRITO SANTO, "DONO PASQUALE" per eccellenza, perché ci aiuti a riprendere, quanto prima, il cammino di Comunità Cristiana che testimonia la BELLEZZA e la GIOIA del VANGELO! Ci salutiamo con l'annuncio della S. PASQUA :"CRISTO È RISORTO. SÌ È VERAMENTE RISORTO. ALLELUIA! “

Don Gabriele


VENERDI SANTO - STABAT MATER

Dittico della Crocifissione - Rogier van der Weyden (1399-1464), Philadelphia Museum of Art.

La morte di Gesù sulla croce (Lc 23,44-46)

Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran voce, disse: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”. Detto questo spirò.

Stabat Mater dal testo di Jacopone da Todi (traduzione letterale)

La madre stava addolorata, lacrimante presso la croce, da cui pendeva il Figlio.
Una spada attraversò la sua anima gemente, contristata e addolorata.
Oh, quanto triste ed afflitta fu la benedetta madre dell’Unigenito!
Di quanto si affliggeva e si doleva la madre devota, al vedere le pene del nobile Figlio.
Qual è quell’uomo che non piangerebbe, se vedesse la madre di Cristo in una simile tortura?
Chi potrebbe non rattristarsi al contemplare la madre devota, che patisce con il Figlio?
Vide Gesù sottoposto a torture e frustate, per i peccati del suo popolo.
Vide il suo dolce Figlio morire abbandonato da tutti, quando emise lo spirito.
Orsù, o madre, sorgente d’amore, fa’ che io senta la violenza del dolore, onde con te pianga.
Fa’ che il mio cuore arda d’amore per Cristo Dio, onde io sia gradito a lui.
Santa madre, opera questo: imprimi saldamente al mio cuore le ferite del Crocifisso.
Dividi con me le pene del tuo Figlio ferito, che si è degnato persino di soffrire per me.
Fa’ che io pianga veramente con te, che [io] soffra con il Crocifisso, finché io avrò vita.
Desidero stare con te presso la croce e associarmi a te nel pianto.
Quando il corpo morirà, fa’ che sia donata all’anima la gloria del paradiso. Amen.

Potete ascoltare una versione dello Stabat Mater di estrema bellezza:

Giovanni Battista Pergolesi "Stabat Mater"(1736) https://www.youtube.com/watch?v=xHQVtYzjLao

Qui di seguito trovate una proposta per una catechesi del Venerdi Santo con l'arte esposta in modo mirabile da don Antonio Scattolini della Diocesi di Verona.

Seguite il link su youtube: https://www.youtube.com/watch?v=dFSsSRj-Z6s

Riportiamo (tratto dall'intervento di don Antonio Scattolini) le parole molto significative di una studentessa di teologia di Taranto, Michela Conte:

" L'emergenza che stiamo vivendo ha il solo compito di rafforzare la cura come unico stile di vita e fonte di relazioni. Ci sono cose alle quali non c'è risposta. Imparare a convivere con l'assenza di spiegazioni, con il vuoto, con il mistero è qualcosa in cui siamo ancora carenti perchè ci manca l'empatia. Se l'avessimo, infatti, penseremmo immediatamente che chi in questa epidemia ha perso un genitore, un fratello, una sorella, un parente o un amico ha diritto a non sentire sciocchezze, a non vedere che chi sta bene ha addirittura le energie per speculare sulla tragedia alla ricerca di risposte rassicuranti o di contenuti accativanti per i propri post sui social. Chi l'avrebbe mai detto che al tempo delle mascherine sarebbero cadute cosi tante maschere. Chi l'avrebbe mai detto che un invisibile, fastidioso e nocivo virus avrebbe fatto emergere quanto siamo noi in primis nocivi e fastidiosi, ammalati di visibilità, incapaci di silenzio e di rispetto per la dignità di chi sta male. Questa emergenza insegna una cosa sola: abbiamo ancora tanta umanità da imparare, e che in  ogni piccolo gesto di attenzione abita il riscatto da tanti comportamenti immaturi."


DOVE VUOI CHE PREPARIAMO LA PASQUA

La Pasqua, centro e il culmine della nostra fede, da sempre viene preparata con grande cura. L’attuale situazione di emergenza sanitaria, che ci priva della celebrazione dei sacramenti e dell’esperienza comunitaria, richiede un’attenzione maggiore perché la prossima Pasqua non sia improvvisata. La Settimana Santa, il Triduo Pasquale e il tempo di Pasqua, come già avvenuto nel tempo di Quaresima, possono diventare l’opportunità per riscoprire la preghiera personale e in famiglia come occasione da valorizzare anche ben oltre l’emergenza attuale. I riti, le preghiere e i gesti domestici proposti, ovviamente, non sostituiscono la preghiera comunitaria e la celebrazione liturgica, alle quali sarà importante tornare non appena le circostanze lo permetteranno. La nostra diocesi, ha preparato la struttura per una proposta pastorale che qui viene offerta è elastica e come tale, offre dei suggerimenti e delle indicazioni, senza schematizzare troppo. La meditazione della Parola di Dio e la Liturgia delle Ore rimangono strade privilegiate per la preghiera personale e in famiglia. Ogni giorno eleviamo la nostra preghiera fiduciosa a Dio per gli ammalati e i loro familiari, per tutti gli operatori sanitari e per il nostro Paese così ferito dal contagio del virus, perché siamo tutti in grado di vivere le circostanze attuali da credenti. «L’ANGOLO BELLO» DELLA CASA. I cristiani ortodossi chiamano «angolo bello» lo spazio dove in casa collocano una o più icone, una lampada votiva e dei fiori. Le famiglie e quanti vivono da soli o con parenti pensino, in vista della prossima Settimana Santa e del Triduo Pasquale, un luogo in casa, anche piccolo, ma curato dove mettere in evidenza alcuni segni importanti: il Libro dei Vangeli, il Crocifisso, un cero, dei fiori, un ramoscello d’ulivo (per chi ne possiede la pianta nel giardino di casa, e senza dover farlo benedire) una busta per un’offerta all’’Ufficio diocesano missionario che ricorda la Quaresima di fraternità e i progetti missionari della nostra Diocesi. Può essere il luogo dove ci si ritrova per la celebrazione della LITURGIA DELLE ORE o, specie per le famiglie, usando il sussidio «DOVE VUOI CHE PREPARIAMO LA PASQUA?». TESTO PER LA PREGHIERA PERSONALE E IN FAMIGLIA predisposto dagli Uffici pastorali della Diocesi. Questo «angolo della preghiera» potrà restare il luogo della preghiera della famiglia anche quando sarà superata l’attuale situazione. «PREGA NEL SEGRETO»: «Entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto». Tutti i fedeli, i religiosi, le religiose, i presbiteri e i diaconi gravemente impossibilitati a celebrare, potranno raccogliersi in preghiera silenziosa nelle proprie abitazioni – nell’orario della Messa parrocchiale – unendosi così realmente, in spirito e verità, al mistero dell’Eucaristia che i presbiteri offriranno in comunione invisibile ma reale con tutta la Chiesa di Montegaldella e per tutta la Chiesa di Montegaldella PREGHIERA NELLE CASE, NELLE FAMIGLIE, NELLE ABITAZIONI DEI DIACONI, NEI MONASTERI E COMUNITÀ RELIGIOSE FEMMINILI: l’impedimento a partecipare alle celebrazioni del Triduo Pasquale venga sostenuto con vari mezzi di preghiera, tra cui la Liturgia delle Ore e il Testo per la preghiera personale e in famiglia predisposto dalla Diocesi. 

Preghiera per domenica delle Palme 5 aprile 2020 ore 20:30
Preghiera per Lunedi Santo 6 aprile 2020 ore 20:30
Preghiera per Martedi Santo 7 aprile 2020 ore 20:30
Preghiera per Giovedi Santo 9 aprile 2020 ore 12:00
Preghiera per Venerdi Santo 10 aprile 2020 ore 12:00

Sussidio Diocesano per celebrare la Settimana Santa in Famiglia

 


GIOVEDI SANTO - IN COENA DOMINI

Ultima cena - Giorgio Lao K. (1934), Pieve di S. Giustina, Palazzolo (VR).

L’ultima cena di Gesù coi suoi discepoli (Lc 22,14-16;19-20)

Quando fu l’ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse: “Ho desiderato ardentemente mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, poiché vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio”. Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: “Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me”. Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: “Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi”.

 

Qui di seguito trovate una proposta per una catechesi del Giovedì Santo con l'arte esposta in modo mirabile da don Antonio Scattolini della Diocesi di Verona.

Seguite il link su youtube: https://www.youtube.com/watch?v=0TnKS64OsZk


V DOMENICA DI QUARESIMA

La Resurrezione di Lazzaro, di Giotto, 1266-1337, Cappella degli Scrovegni (Padova).

Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 11,1-45

In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All'udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui». Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, s'è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!». Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell'ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro. Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?». Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare». Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.


IV DOMENICA DI QUARESIMA

La guarigione del cieco, di Duccio di Buoninsegna, 1308-1311, Nation Galllery (Londra).

 

Per la IV domenica di Quaresima, il Patriarcato di Venezia propone un sussidio con uno schema per la preghiera da vivere in famiglia. Ci sembra una bella iniziativa per condividere insieme ai nostri cari un momento di preghiera in questo tempo forte.

Scarica lo schema per la preghiera in famiglia.

Anche questa settimana, viste le limitazioni dovute all’emergenza Coronavirus, domenica 22 marzo (quarta di Quaresima), alle ore 10 sui canali Youtube e social della Diocesi di Padova (http://www.youtube.com/c/DiocesiPadovaVideo) verrà trasmessa la messa presieduta dal vescovo Claudio Cipolla, in forma non pubblica. La diretta della messa del vescovo di Padova sarà trasmessa anche dall’emittente Tv7 Triveneta sul canale 12 del digitale terrestre.

Anche la nostra diocesi propone uno schema per la preghiera in famiglia. Scaricalo qui di seguito.


III DOMENICA DI QUARESIMA

Cristo e la Samaritana, di Annibale Carracci, 1593, Pinacoteca di Brera.

 

Per la III domenica di Quaresima, il Patriarcato di Venezia propone un sussidio con uno schema per la preghiera da vivere in famiglia e un’attività per i bambini. Ci sembra una bella iniziativa per condividere insieme ai nostri cari un momento di preghiera in questo tempo forte.

Scarica lo schema per la preghiera con i bambini.

Scarica lo schema per la preghiera in famiglia.


II DOMENICA DI QUARESIMA

Trasfigurazione di Gesù Cristo, Raffaello Sanzio (1482-1520), Pinacoteca Vaticana (Roma).

l suo volto brillò come il sole

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 17,1-9
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti».


RINVIATO IL CONCERTO DI MUSICA SACRA

Montegaldella, 04 marzo 2020

 In merito agli ultimi sviluppi sull'emergenza coronavirus e visto le disposizioni in merito delle autorità competenti si è purtroppo deciso di rinviare il concerto di musica sacra in programma per sabato 14 marzo 2020. Non appena la situazione si sarà normalizzata comunicheremo la nuova data del concerto.

Il parroco e il gruppo promotore

Il 14 marzo prossimo, continuando un  appuntamento  annuale, ricorderemo Luciano Campesato con un concerto in sua memoria e per raccogliere fondi per il mantenimento dell’organo storico restaurato della nostra chiesa. L’organo è stato realizzato nel 1896 dalla ditta organaria Francesco, Alfredo e Antenore Zordan e fa parte integrante sia dal punto di vista architettonico, che estetico e liturgico della nostra Chiesa di Montegaldella, la cui origine si può far risalire al periodo della dominazione longobarda. Dai documenti che riferiscono sulle Visite Pastorali, rilevati presso la Curia Vescovile di Padova, risulta che Montegaldella era già parrocchia fin dal 1425 “…con la sua bella Chiesa di Montegaldella”. Il concerto verrà eseguito dal M° Denis Zanotto.  

Il M° Zanotto proporrà brani di compositori vissuti tra l’inizio del 1600 e la fine del 1800 come Bach, Balbastre, Cerruti, Bernardo Storace, Padre Davide da Bergamo e Pietro e Giovanni Morandi. Concluderà il concerto con la Gran Marcia dalla Norma di Vincenzo Bellini.


VI Domenica del Tempo Ordinario

Gesù e i discepoli, Maestà, Duccio di Buoninsegna (1255-1318), Duomo di Siena.

Gesù viene a guarirci, non a rifare un «codice», a cura di Ermes Ronchi

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli [...]». Ma io vi dico. Gesù entra nel progetto di Dio non per rifare un codice, ma per rifare il coraggio del cuore, il coraggio del sogno. Agendo su tre leve decisive: la violenza, il desiderio, la sincerità. Fu detto: non ucciderai; ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, chi nutre rancore è potenzialmente un omicida. Gesù va diritto al movente delle azioni, al laboratorio dove si assemblano i gesti. L'apostolo Giovanni affermerà una cosa enorme: «Chi non ama suo fratello è omicida» (1 Gv 3,15). Chi non ama, uccide. Il disamore non è solo il mio lento morire, ma è un incubatore di violenza e omicidi. Ma io vi dico: chiunque si adira con il fratello, o gli dice pazzo, o stupido, è sulla linea di Caino... Gesù mostra i primi tre passi verso la morte: l'ira, l'insulto, il disprezzo, tre forme di omicidio. L'uccisione esteriore viene dalla eliminazione interiore dell'altro. Chi gli dice pazzo sarà destinato al fuoco della Geenna. Geenna non è l'inferno, ma quel vallone alla periferia di Gerusalemme, dove si bruciavano le immondizie della città, da cui saliva perennemente un fumo acre e cattivo. Gesù dice: se tu disprezzi e insulti il fratello tu fai spazzatura della tua vita, la butti nell'immondizia; è ben più di un castigo, è la tua umanità che marcisce e va in fumo. Ascolti queste pagine che sono tra le più radicali del Vangelo e capisci per contrasto che diventano le più umane, perché Gesù parla solo della vita, con le parole proprie della vita: «Custodisci le mie parole ed esse ti custodiranno» (Prov 4,4), e non finirai nell'immondezzaio della storia. Avete inteso che fu detto: non commettere adulterio. Ma io vi dico: se guardi una donna per desiderarla sei già adultero. Non dice semplicemente: se tu desideri una donna; ma: se guardi per desiderare, con atteggiamento predatorio, per conquistare e violare, per sedurre e possedere, se la riduci a un oggetto da prendere o collezionare, tu commetti un reato contro la grandezza di quella persona. Adulterio viene dal verbo a(du)lterare che significa: tu alteri, cambi, falsifichi, manipoli la persona. Le rubi il sogno di Dio. Adulterio non è tanto un reato contro la morale, ma un delitto contro la persona, deturpi il volto alto e puro dell'uomo. Terza leva: Ma io vi dico: Non giurate affatto; il vostro dire sia sì, sì; no, no. Dal divieto del giuramento, Gesù va fino in fondo, arriva al divieto della menzogna. Di' sempre la verità e non servirà più giurare. Non abbiamo bisogno di mostraci diversi da ciò che siamo nell'intimo. Dobbiamo solo curare il nostro cuore, per poi prenderci cura della vita attorno a noi; c'è da guarire il cuore per poi guarire la vita.

fonte Avvenire.it


IV Domenica del Tempo Ordinario
PRESENTAZIONE DEL SIGNORE

Giovanni Bellini, La presentazione al tempio, 1460 Fondazione Querini Stampalia (Venezia).

I miei occhi hanno visto la tua salvezza.

Dal Vangelo secondo Luca Lc 2,22-40

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore-  come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» - e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch'egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione - e anche a te una spada trafiggerà l'anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.


Un figlio appartiene a Dio, non ai genitori, a cura di Ermes Ronchi

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. [...] Maria e Giuseppe portarono il Bambino a Gerusalemme, per presentarlo al Signore. Una giovanissima coppia, col suo primo bambino, arriva portando la povera offerta dei poveri, due tortore, e il più prezioso dono del mondo: un bambino. Sulla soglia, due anziani in attesa, Simeone e Anna. Che attendevano, dice Luca, «perché le cose più importanti del mondo non vanno cercate, vanno attese» (Simone Weil). Perché quando il discepolo è pronto, il maestro arriva. Non sono i sacerdoti ad accogliere il bambino, ma due laici, che non ricoprono nessun ruolo ufficiale, ma sono due innamorati di Dio, occhi velati dalla vecchiaia ma ancora accesi dal desiderio. E lei, Anna, è la terza profetessa del Nuovo Testamento, dopo Elisabetta e Maria. Perché Gesù non appartiene all'istituzione, non è dei sacerdoti, ma dell'umanità. È Dio che si incarna nelle creature, nella vita che finisce e in quella che fiorisce. «È nostro, di tutti gli uomini e di tutte le donne. Appartiene agli assetati, ai sognatori, come Simeone; a quelli che sanno vedere oltre, come Anna; a quelli capaci di incantarsi davanti a un neonato, perché sentono Dio come futuro e come vita» (M. Marcolini). Simeone pronuncia una profezia di parole immense su Maria, tre parole che attraversano i secoli e raggiungono ciascuno di noi: il bambino è qui come caduta e risurrezione, come segno di contraddizione perché siano svelati i cuori. Caduta, è la prima parola. «Cristo, mia dolce rovina» canta padre Turoldo, che rovini non l'uomo ma le sue ombre, la vita insufficiente, la vita morente, il mio mondo di maschere e di bugie, che rovini la vita illusa. Segno di contraddizione, la seconda. Lui che contraddice le nostre vie con le sue vie, i nostri pensieri con i suoi pensieri, la falsa immagine che nutriamo di Dio con il volto inedito di un abbà dalle grandi braccia e dal cuore di luce, contraddizione di tutto ciò che contraddice l'amore. Egli è qui per la risurrezione, è la terza parola: per lui nessuno è dato per perduto, nessuno finito per sempre, è possibile ricominciare ed essere nuovi. Sarà una mano che ti prende per mano, che ripeterà a ogni alba ciò che ha detto alla figlia di Giairo: talità kum, bambina alzati! Giovane vita, alzati, levati, sorgi, risplendi, riprendi la strada e la lotta. Tre parole che danno respiro alla vita. Festa della presentazione. Il bambino Gesù è portato al tempio, davanti a Dio, perché non è semplicemente il figlio di Giuseppe e Maria: «i figli non sono nostri» (Kalil Gibran), appartengono a Dio, al mondo, al futuro, alla loro vocazione e ai loro sogni, sono la freschezza di una profezia “biologica”. A noi spetta salvare, come Simeone ed Anna, almeno lo stupore.

fonte Avvenire.it


III Domenica del Tempo Ordinario
Il Signore è qui, ma riusciamo a distrarci, a cura di Matteo Liut

Giusto de' Menabuoi sec. XIV, Vocazione di San Pietro e Sant'Andrea

Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nazaret e andò ad abitare a Cafarnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zabulon e di Neftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia [...] Giovanni è stato arrestato, tace la grande voce del Giordano, ma si alza una voce libera sul lago di Galilea. Esce allo scoperto, senza paura, un imprudente giovane rabbi, solo, e va ad affrontare confini, nella meticcia Galilea, crogiolo delle genti, quasi Siria, quasi Libano, regione quasi perduta per la fede. Cominciò a predicare e a dire: convertitevi perché il regno dei cieli è vicino. Siamo davanti al messaggio generativo del Vangelo. La bella notizia non è «convertitevi», la parola nuova e potente sta in quel piccolo termine «è vicino»: il regno è vicino, e non lontano; il cielo è vicino e non perduto; Dio è vicino, è qui, e non al di là delle stelle. C'è polline divino nel mondo. Ci sei immerso. Dio è venuto, forza di vicinanza dei cuori, «forza di coesione degli atomi, forza di attrazione delle costellazioni» (Turoldo). Cos'è questa passione di vicinanza nuova e antica che corre nel mondo? Altro non è che l'amore, che si esprime in tutta la potenza e varietà del suo fuoco. «L'amore è passione di unirsi all'amato» (Tommaso d'Aquino) passione di vicinanza, passione di comunione immensa: di Dio con l'umanità, di Adamo con Eva, della madre verso il figlio, dell'amico verso l'amico, delle stelle con le altre stelle. Convertitevi allora significa: accorgetevi! Giratevi verso la luce, perché la luce è già qui. La notizia bellissima è questa: Dio è all'opera, qui tra le colline e il lago, per le strade di Cafarnao e di Betsaida, per guarire la tristezza e il disamore del mondo. E ogni strada del mondo è Galilea. Noi invece camminiamo distratti e calpestiamo tesori, passiamo accanto a gioielli e non ce ne accorgiamo. Il Vangelo di Matteo parla di «regno dei cieli», che è come dire «regno di Dio»: ed è la terra come Dio lo sogna; il progetto di una nuova architettura del mondo e dei rapporti umani; una storia finalmente libera da inganno e da violenza; una luce dentro, una forza che penetra la trama segreta della storia, che circola nelle cose, che non sta ferma, che sospinge verso l'alto, come il lievito, come il seme. La vita che riparte. E Dio dentro. Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli che gettavano le reti in mare. Gesù cammina, ma non vuole farlo da solo, ha bisogno di uomini e anche di donne che gli siano vicini (Luca 8,1-3), che mostrino il volto bello, fiero e luminoso del regno e della sua forza di comunione. E li chiama ad osare, ad essere un po' folli, come lui. Passa per tutta la Galilea uno che è il guaritore dell'uomo. Passa uno che sa reincantare la vita. E dietro gli vanno uomini e donne senza doti particolari, e dietro gli andiamo anche noi, annunciatori piccoli affinché grande sia solo l'annuncio. Terra nuova, lungo il mare di Galilea. E qui sopra di noi, un cielo nuovo. Quel rabbi mi mette a disposizione un tesoro, di vita e di amore, un tesoro che non inganna, che non delude. Lo ascolto e sento che la felicità non è una chimera, è possibile, anzi è vicina.

fonte Avvenire.it


IL BATTESIMO DEL SIGNORE

Battesimo di Cristo di Tintoretto (1578-1581), Scuola Grande di San RoccoVenezia

La scena del battesimo di Gesù apre la vita pubblica del Figlio di Dio e segna in qualche modo il passaggio dalla sua silenziosa testimonianza nell’ambito del piccolo abitato di Nazaret alla predicazione pubblica, che di lì a poco seguirà. Per questo anche la Chiesa di Montegaldella primitiva, dovendo scegliere un sostituto di Giuda Iscariota, si dà come criterio che l’eletto debba essere “tra coloro che sono stati con noi per tutto il tempo nel quale il Signore Gesù ha vissuto fra noi, cominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di mezzo a noi assunto in cielo” (At 1,21-22). Ma che cosa rappresenta in concreto il momento del battesimo di Gesù? Cosa è successo quel giorno, che ha dato una svolta alla vita di Gesù di Nazaret? Il racconto evangelico è parco di particolari, non si dilunga molto a descrivere quello che succede: ci parla della indecisione di Giovanni, di fronte alla venuta di Gesù (“Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?”, Mt 3,14), e di un fenomeno celeste (l’apertura dei cieli, la discesa dello Spirito in forma di colomba, e l’udirsi di una voce dal cielo), che non è chiaro da chi sia stato colto (da Gesù? da Giovanni? da entrambi?, cfr. Gv 1,32-33). Eppure questi pochi particolari sono sufficienti per darci delle piste interpretative dell’evento, perché ci comunicano il senso di quello che avvenne sulle rive del fiume Giordano duemila anni fa. L’esitazione del Battista nel battezzare Gesù testimonia che Gesù non ha bisogno di un battesimo per la remissione dei peccati: egli è l’innocente, anzi, egli è colui che toglie il peccato del mondo (cfr. Gv 1,29), egli è colui dal quale lo stesso Giovanni avrebbe bisogno di ricevere il battesimo. Ma Gesù preferisce mettersi in fila con i peccatori, perché è venuto proprio per assumere su di sé il peso e la pena di tutto il peccato umano. Nell’aprirsi dei cieli dopo il suo battesimo, comprendiamo che la strada per il cielo, per il mondo di Dio, che si era chiusa dopo il primo peccato dei progenitori, viene finalmente riaperta, per non chiudersi mai più. Con Gesù la via per il regno del Padre è ormai percorribile da tutti coloro che crederanno in lui e, attraverso il loro battesimo, saranno incorporati a lui. Lo Spirito di Dio, che discende su Gesù come una colomba, richiama la consacrazione in Spirito Santo che già nell’Antico Testamento ricevevano gli unti, i “messia”, del Signore (come Saul, Davide, i sacerdoti, ecc.). Questo abilita Gesù ad agire con la potenza di Dio, come ci ha ricordato la lettura degli Atti degli Apostoli, affinché egli passasse per le strade del mondo “beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui” (At 10,38). Non che Gesù non fosse già colmo di Spirito fin dal suo concepimento nel seno di Maria, ma ora l’unzione spirituale diventa consacrazione pubblica all’esercizio di un ministero di guarigione e liberazione, che manifesti la vera identità di Gesù quale Figlio di Dio. La voce del Padre, che si ode su Gesù al Giordano, va interpretata alla luce della prima lettura di questa domenica. Il profeta Isaia aveva infatti proclamato, a nome del Signore, che Dio avrebbe posto il suo Spirito su un suo misterioso servo: “Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto in cui mi compiaccio” (Is 42, 1). Come la figura del servo, lumeggiata da Isaia, ha una missione da compiere verso tutti i popoli (“…porterà il diritto alle nazioni…”, Is 42,1), sia Israele che i pagani (“…ti ho stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni”, Is 42,6), così Gesù vivrà il suo servizio d’amore al Padre per adempiere la stessa missione universale. Grazie al battesimo cristiano, infatti, tutti gli uomini, indipendentemente dalla loro origine etnica o religiosa precedente, sono introdotti nella Chiesa di Montegaldella, sono elevati alla vita della grazia, e divengono la famiglia dei figli di Dio, la comunità di coloro che, credendo in Gesù, sono stati guariti, liberati dal Maligno, e redenti dai loro peccati, secondo l’annuncio delle letture di questa domenica.

dal sussidio Avvento-Natale 2019


TOMBOLONE DELLA BEFANA

Sabato 4 gennaio 2020 ore 19.30, presso la pizzeria-bar 2012 a Ghizzole ci sarà il tombolone della Befana il cui ricavato sarà donato all'asilo.


VISITA MOSTRA DEI PRESEPI

Domenica 5 gennaio 2020 ci sarà la visita della mostra dei presepi presso il palazzo della Gran Guardia a Verona. Partenza ore 13.30 dal piazzale della chiesa di Montegaldella. La quota di partecipazione è di 20 euro. Le iscrizioni, con anticipo di 10 euro, si raccolgono entro e non oltre il 20 dicembre(vedi locandina). Per info contattare Leonardo STIMAMIGLIO e Andrea SCHERMIDORI.


PARROCCHIA DI MONTEGALDELLA

Nei prossimi giorni passeranno dei volontari della parrocchia per la distribuzione delle buste natalizie. Invitiamo a leggere con attenzione la lettera informativa e ringraziamo per ciò che ognuno potrà dare. Grazie.


COMUNE

Ogni mercoledì, dalle 15.00 alle 17.00, c’è il ritrovo per tutti gli anziani organizzato dalla Consulta della bella età.




Parrocchia di Montegaldella - Via Roma, 2 - 36047 Montegaldella (Vicenza)- telefono 0444 737625 - fax 0444 737625 - email info@parrocchiamontegaldella.it
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