Calendario Attività Parrocchiali
Visite guidate alla chiesa
La Facciata restaurata
L'Organo restaurato
Iscrizione newsletter

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Convertitevi, il regno dei cieli è vicino (Mt 4,17)

Vocazione dei figli di Zebedeo, Marco Basalti, 1510, Gallerie dell'Accademia, Venezia

In Gesù è sorta la luce che spezza le tenebre e la morte; Egli è Colui che ridà la gioia della conoscenza, della salute e della libertà. Dio interviene e salva là specialmente dove l'uomo sembra essere senza prospettive, senza alcuna possibilità di successo. Gesù è Colui che libera moralmente e fisicamente, perché rinnova l'uomo, lo mette in grado di individuare e di percorrere la strada che lo realizza. Di fronte a questo dono che cosa noi possiamo fare? Convertitevi, cambiate mentalità, fate vostra la mentalità di Gesù e cambiate modo di agire, siate figli della luce, lasciatevi prima illuminare per poter poi illuminare. Come fa la luna. Ogni dono di Dio è un carisma dato non per un privilegio personale, ma per una condivisione che arricchisca tutti, perché la luce non è fine a se stessa, ma serve ad illuminare l'ambiente e a rallegrare la vita. Cerchiamo in questa settimana, di essere il riflesso della luce di Gesù. Quando guardi il sole (Dio), il tuo volto è illuminato: è questa la conversione!

UNA SCOPERTA INASPETTATA

Tornare a casa scoprendo le fede in Cristo. Per lui, ventiquattrenne tarantino, questa è stata la prima Giornata Mondiale della Gioventù ma soprattutto il primo passo di un percorso spirituale. Gianluca Imperio non era credente. Dio l'ha scoperto passando attraverso il mondo del volontariato. Dalla carità a Cristo e non viceversa. "Sono partito senza sapere a cosa andassi incontro, senza conoscere nessuno del gruppo della diocesi di Taranto. Ero anche tra i più anziani in realtà, ma ho stretto subito amicizia con tutti. La proposta di partecipare mi è arrivata da don Francesco Mitidieri, che ha ascoltato i tanti interrogativi di senso che mi potevo negli ultimi mesi. Qualche tempo - aggiunge Gianluca - fa lavoravo in una cooperativa sociale che si occupa di minori a rischio e si trova nello stesso quartiere in cui c'è una struttura di accoglienza per migranti. Per caso ho conosciuto dei ragazzi che vivevano lì ed è nata un'amicizia. Andavo a trovarli tutti i giorni nella loro casa, gestita da un sacerdote. Si trattava proprio di don Francesco e con lui, a distanza di poco, ho anche iniziato a svolgere una missione notturna in stazione, dando una mano con i senzatetto". Dalle opere alla preghiera. La Gmg Gianluca l'ha vissuta calandosi completamente nel silenzio dello spirito. "Ho scoperto le vite dei santi e dei beati di questi luoghi. Tra tutti gli esempi mi ha colpito quello del beato don Popieluszko, che ha combattuto per la libertà della Polonia dal regime comunista ed è stato ucciso per questo. Mi ha entusiasmato la semplicità e la forza della fede di quest'uomo. Mi porto dietro il suo insegnamento. Da adesso viene il bello. Sarà un percorso in salita ma sono entusiasta".

(da Avvenire, 28.09.2016 - di Marina Luzzi)


Il vescovo Claudio scrive alle comunità cristiane della Chiesa di Padova dopo i noti fatti di cronaca

In questi giorni il vescovo Claudio è impegnato nella visita alle missioni diocesane in Ecuador e Brasile dove operano da tantissimo tempo preti e laici fidei donum al servizio dei più poveri; sta seguendo con attenzione tutte le vicende e scrive alla comunità diocesana.

Sento il bisogno di farmi presente in questo momento di sofferenza della nostra Diocesi, sofferenza per me, per i preti, i diaconi, le persone consacrate, ma anche per tutte le nostre comunità. Immagino quanto siano provate, confuse, scandalizzate da vicende collegabili con la nostra Chiesa. Non è la prima volta che viene messa a prova la fede di tanti di noi.Anche a me stesso ricordo che ogni Cristiano, ogni credente resta un uomo, che ogni giorno deve rinnovare, proprio per la sua fragilità di creatura, la sua alleanza con il Signore e la sua comunione con lui e con la comunità. Il male esiste anche nelle chiese come nei singoli credenti. Spero che queste esperienze non facciano ritenere inutile il nostro impegno per il bene, per la purezza, per l'onestà e per tutte le altre virtù umane che noi cristiani riteniamo necessarie per raccontare la nostra fede. Non cambiamo la strada indicata dal Vangelo e insieme continuiamo a lottare per il bene, nonostante tutto! Anzi, sento ancora più urgente e necessario crescere nella Fede proprio a causa di queste “pesanti situazioni”, sento ancora più forte la chiamata a costruire la mia vita su Gesù e il suo Vangelo come su una roccia, l’unica sicura e so che sempre più tenacemente devo aggrapparmi a Lui, anche quando i miei compagni, quelli su cui contavo, tradiscono l’impegno preso insieme. Ne abbiamo attraversate altre di situazioni gravi e ogni volta sappiamo che dobbiamo tornare all’origine della nostra fede per trovare forza. Sappiamo anche che Dio sarà sempre fedele.Adesso sono nella circostanza di dover cercare forza spirituale non solo per me stesso, ma anche per i miei fratelli nel presbiterato e nel diaconato e so che con loro siamo chiamati a sostenere voi carissimi fratelli e sorelle, voi che giustamente vi aspettate sostegno e aiuto dal nostro servizio. Altro non possiamo fare che inginocchiarci insieme e invocare aiuto e misericordia dal Signore. Sempre di più. Sapendo che nessuno è arrivato alla meta e che vive nel continuo pericolo di passare da santificatore a tentatore, da servo del bene a servo del male.Vi ho raggiunto per chiedere una preghiera più intensa per la nostra Chiesa, per i suoi preti e diaconi, per le nostre famiglie, e anche per me: che il Signore ci soccorra e ci doni la sua pace. Mi hanno fatto bene in queste settimane le preghiere, la vicinanza e la solidarietà di tanti fratelli e sorelle, soprattutto di tanti amici preti e vescovi. Mentre i nostri giornali si gloriano di aver bucato lo schermo a livello internazionale, io mi vergogno – non solo come uomo di Chiesa – perché abbiamo guadagnato solamente la commiserazione di molti, l’ironia e la beffa di molti altri. Non tutti stanno capendo che è una ferita dolorosa per la nostra Chiesa e per la nostra società padovana. Questi fatti gettano un’ombra tenebrosa soprattutto sulla nostra Chiesa: forse è per questo che mi vergogno e vorrei chiedere io stesso perdono per quelli che, nostri amici, hanno attentato alla credibilità del nostro predicare. In questo campo anche se penalmente non ci fosse rilevanza, canonicamente, cioè secondo le regole che come Chiesa ci siamo dati, siamo in dovere di prendere provvedimenti disciplinari perché non possiamo accettare fraintendimenti. Ma non dobbiamo dimenticare che la nostra Chiesa splende per storie e persone sante, sia nel passato sia nel presente. Non merita di essere ridotta solo a tutti gli errori e peccati commessi nella sua recente storia, come se si trattasse di una storia di malefatte, ne è giusto presentarla così ai nostri giovani, ai nostri ospiti, alle nostre famiglie. Io sono arrivato da poco qui ma di fronte alla mia Chiesa patavina so di dovermi togliere i calzari... perché è terra santa! Questo male, che fa tanto rumore, non mi impedisce di ricordare e di vedere i tanti preti e diaconi che hanno sacrificato la vita nella coerenza, con umiltà e fedeltà, il bene che tanti uomini e donne stanno vivendo nella discrezione e fuori dai riflettori, a Padova, in Italia, all’estero... la nostra è terra santa! In essa vive il Signore! Chiedo rispetto, in questo momento di dolore, per il bene che ha compiuto, per l’amore manifesto per ammalati, anziani, portatori di handicap, poveri... per le opere di giustizia, di carità, di cultura ed educative per le quali si è sempre spesa, come oggi. Anche noi, Chiesa di Padova, vogliamo onestà e coerenza, soprattutto al nostro interno. A questo educhiamo ed è questo che crediamo e che cerchiamo con tutte le nostre forze, da sempre. Sia benedetto quindi anche chi ci aiuta a togliere il male anche quando si infiltra così prepotentemente tra noi.

+ Claudio Cipolla
vescovo di Padova

(tratto da Difesa del Popolo)


OFFERTE PER I LAVORI DI RESTAURO DELL'ORGANO STORICO

Per sostenere l'opera di restauro dell'organo, di seguito riportiamo le coordinate bancarie per chi volesse contribuire direttamente.

Intestatario: PARROCCHIA S. MICHELE ARCANGELO
IBAN: IT82X0859063110000010333330

Causale: ORGANO


OFFERTE PER I LAVORI DI RESTAURO DEL CENTRO PARROCCHIALE

Vuoi contribuire ai lavori di restauro del centro parrocchiale? Di seguito riportiamo le coordinate bancarie per chi volesse contribuire direttamente al fondo per i lavori di restauro del centro parrocchiale.

Intestatario: PARROCCHIA S. MICHELE ARCANGELO
IBAN: IT82X0859063110000010333330

Causale: CENTRO PARROCCHIALE


 

 

 

   

Parrocchia di Montegaldella - Via Roma, 2 - 36047 Montegaldella (Vicenza)- telefono 0444 737625 - fax 0444 737625 - email info@parrocchiamontegaldella.it
Copyright Parrocchia Montegaldella 2016